Il prossimo avversario: il Livorno
Fuori dai giochi per la promozione diretta, contestato dai tifosi e criticato dal presidente Spinelli, il Livorno, in ritiro alla “Borghesiana” di Roma, si appresta a far visita alla Salernitana nel match valido per la 38esima giornata del campionato cadetto.
Gli uomini di Leo Acori, con un girone di ritorno disastroso (una sola vittoria nelle ultime dieci gare), hanno vanificato l’ottimo rendimento dell’andata e messo fine, a meno di improbabili miracoli, alle velleità di promozione diretta; anzi, in considerazione della classifica corta, i labronici dovranno respingere gli attacchi delle inseguitrici per salvaguardare almeno il posto ai play-off, obiettivo minimo di inizio stagione: riuscire a conservare la terza piazza è di fondamentale importanza in quanto permetterebbe agli amaranto di superare gli spareggi anche solamente impattando tutte le gare.
Per isolare la squadra dalle contestazioni e permetterle di ritrovare serenità, Spinelli ha deciso di mandare tutti in ritiro; il presidente in settimana ha anche minacciato di lasciare il timone, possibilità più volte paventata negli ultimi anni ma mai effettivamente concretizzatasi; in ogni caso, se i labronici alla fine dovessero fallire l’obiettivo della promozione, sarà molto difficile per la società respingere nuovamente le avances delle numerose squadre che spingono per assicurarsi le prestazioni di Ciccio Tavano, capocannoniere del campionato, e Alessandro Diamanti, seconda punta rapida e sgusciante dotata di un sinistro micidiale.
Considerato anche il prezioso apporto finora garantito dall’ariete Fausto Rossini, si può facilmente intuire che i problemi per Mister Acori non vanno ricercati nella fase offensiva; se da un lato la presenza di tre attaccanti di tale caratura ha assicurato un cospicuo bottino di reti (il Livorno è il secondo miglior attacco della categoria), dall’altro ha spesso messo in difficoltà la squadra in fase di non possesso, specialmente nei match interni contro avversari sulla carta più deboli, contro i quali i labronici hanno perso un’infinità di punti. Giocare contro avversari chiusi e pronti a ripartire rapidamente in contropiede ha sempre messo in difficoltà gli amaranto, specialmente nei secondi tempi quando le punte faticavano ad assicurare i continui rientri in copertura: non è affatto un caso, quindi, che il Livorno sia una delle squadre che ha subito più reti nelle seconde frazioni di gioco. Al contrario, nelle gare esterne, con la possibilità di usufruire di spazi più larghi, il Livorno ha saputo sfruttare al massimo le caratteristiche degli attaccanti a propria disposizione: sia Tavano che Diamanti, infatti, hanno segnato la maggior parte delle loro realizzazioni negli incontri disputati lontano dal “Picchi”.
Acori, nella quiete del ritiro romano, sta preparando meticolosamente la gara di sabato, importante oltre che per la classifica anche per la “stabilità” della sua panchina: da tempo ormai il tecnico umbro è sulla graticola causa alcune scelte di formazione non proprio condivise; ha fatto discutere la decisione di affidare la regia, nell’ultima sciagurata sconfitta col Modena, al trequartista Candreva e soprattutto ha lasciato basiti la sostituzione di Pulzetti nell’intervallo. Il rientro dalla squalifica del regista titolare Loviso permetterà ad Acori di ripristinare l’ossatura standard della squadra, schierata col 4-3-3: De Lucia tra i pali; Rosi, Galante, Miglionico e Bonetto in difesa; Pulzetti, Loviso ed Emanuele Filippini a centrocampo; in attacco Tavano, Rossini e Diamanti.














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