Cari conferma le indiscrezioni della vigilia, schierando Carcuro e non Millesi nel quartetto di centrocampo, completato da Cozza sulla destra e il duo Jadid-Soligo in posizione centrale. In difesa Galasso agisce sull’out destro mentre sul versante opposto Bastrini vince il ballottaggio con Machado, che si accomoda in panchina. I due centrali di difesa sono Fusco e Stendardo, a protezione di Polito. Il tandem d’attacco Fava-Caputo guiderà l’attacco granata. Di fronte la Reggina di Iaconi che schiera Cacia centrale di attacco, supportato da Pagano e Brienza.
La Salernitana è ben messa in campo e prende subito in mano le redini della gara. Jadid e Cozza sembrano in palla, meno Caputo che non punge relegato sulla fascia sinistra del campo. La partita tuttavia non decolla e le occasioni latitano, almeno fino al 30° quando Soligo, su sponda di Fava, fa partire il destro, sul quale Cassano si supera, mettendo in angolo. Ma sul calcio d’angolo seguente la Reggina va in vantaggio, con un contropiede magistrale, partito dai piedi di Brienza, che serve Pagano, bravo a vedere l’inserimento di Buscè, che batte Polito in uscita.
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E’ Andrea Capone il secondo colpo di mercato del diesse Nicola Salerno. Dopo l’ingaggio del centrocampista marocchino Jadid, Salerno ha infatti portato alla corte del patron Lombardi un altro illustre svincolato, che si è aggregato già al gruppo, anche se sarà tesserato solo a Gennaio. Capone, presentatosi ieri in conferenza stampa in buona forma, ha subito palesato tutto il suo entusiasmo e soprattutto il ringraziamento, nei confronti proprio del ds granata, per avergli offerto questa nuova opportunità.
Queste le sue prime dichiarazioni da giocatore della Salernitana: “La presenza di Nicola Salerno è stata fondamentale. E’ una garanzia e mi darà ulteriori motivazioni per sdebitarmi nei suoi riguardi. Conosco l’ambiente e spero possa aiutare la squadra al raggiungimento della salvezza e me a dare il meglio delle mie potenzialità in campo. Voglio unirmi subito al gruppo per guadagnarmi la fiducia dei compagni e del mister e per capirne gli schemi. Il ruolo non è un problema, ho giocato sempre da trequartista ma negli ultimi anni mi sono adattato in quasi tutti i ruoli di centrocampo. Ho visto spesso la squadra in tv e, fin da quando ancora non c’era nessun interessamento della Salernitana nei miei riguardi, sono rimasto sorpreso dei risultati negativi. Contro il Crotone si è visto il carattere della squadra, dobbiamo fare risultato a Reggio e dare continuità. Sono rimasto svincolato per attendere una chiamata dalla A che non si è concretizzata, piuttosto che accettare una proposta della quale non ero convinto ho preferito aspettare. Sono rimasto fermo a lungo e ho un gap fisico da recuperare, per questo motivo mi metterò subito a lavoro con la squadra per migliorare la condizione fisica”.
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Vigilia al solito blindata per la Salernitana di Marco Cari che, come d’abitudine, è solita svolgere le ultime sedute a porte chiuse, lontana da occhi indiscreti. Il tecnico granata ha provato nella quiete del Dirceu le ultime soluzioni tattiche da contrapporre agli amaranto di Ivo Iaconi prima della partenza in treno per Reggio Calabria. Cari sembra aver fugato ogni dubbio di formazione e, a differenza delle ultime giornate in cui ha deciso in extremis l’undici da mandare in campo, ha già ben delineato in mente lo schieramento iniziale.
Tre novità rispetto a quanto visto in campo dal primo minuto contro il Crotone: due cambi sono forzati, per le ben note squalifiche di Kyriazis e Soddimo. Se per sostituire il centrale greco è scontato il rientro di capitan Luca Fusco, per l’avvicendamento dell’ex doriano Cari ha provato diverse opzioni in settimana. In primo luogo la scelta sembrava poter cadere su Millesi, schierato a sinistra, con conseguente dirottamento di Cozza sull’out destro. La presenza dell’esterno ex Avellino avrebbe voluto dire confermare al 100% l’impostazione tattica già utilizzata dal primo minuto contro i pitagorici. L’ex trainer del Taranto ha però deciso di orientarsi verso altre soluzioni dopo aver visto in tv il match della Reggina contro il Lecce. Il 3-4-3 schierato da Iaconi ha infatti convinto il tecnico romano a cambiare registro, consapevole che contrapporre un assetto con Cozza, Millesi e le due punte, Fava e Caputo, sarebbe potuto essere troppo rischioso. Già nei primi minuti del match contro il Crotone la Salernitana aveva sofferto la velocità dei ficcanti esterni rossoblù e, lasciare il fianco ad elementi sguscianti e smaliziati come Pagano, Brienza e Buscè sarebbe a dir poco delittuoso. Niente Millesi quindi, Cozza confermato a sinistra per poter rientrare verso il centro sul piede naturale e spazio a Davide Carcuro. Nè Tricarico nè Pestrin quindi: l’ex trevigiano sarà la grande sorpresa dello schieramento anti-Reggina e dovrà coprire le spalle a Jadid, chiamato ancora una volta ad impostare il gioco. Soligo agirà sul centro-destra con compiti, anch’egli, maggiormente di ripiegamento. Cari è consapevole che la Reggina partirà a spron battuto per mettere subito in difficoltà la Salernitana e sbloccare il risultato fin dai primi minuti, per questo motivo pare intenzionato ad optare per uno schieramento più accorto proprio per contenere la furia amaranto. L’altra novità di giornata, come previsto, si registrerà sulla fascia sinistra della difesa: giocherà Alessandro Bastrini in luogo del brasiliano Machado, deludente e in difficoltà contro il Crotone. Bastrini, pur non nascondendo di preferire il ruolo di centrale, si sacrificherà nuovamente sull’out mancino della retroguardia granata.
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Giuseppe Tedesco, fonte internet
Profonda commozione per la scomparsa di Giuseppe Tedesco, presidente della Salernitana dal 1967 fino al 1972. .A cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 per quattro consiliature sedette tra i banchi del consiglio provinciale di Salerno. I funerali si svolgeranno domani nel Duomo di Salerno con inizio alle 15,30. La cerimonia funebre sarà officiata dall’arcivescovo di Salerno, monsignor Gerardo Pierro. La società di Via San Leonardo ha fatto espressa richiesta in Lega Calcio per poter osservare un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex Presidente prima dell’inizio della gara di sabato contro la Reggina.
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La rubrica Focus on si occuperà questa settimana del portierone granata Ciro Polito. L’estremo difensore napoletano, classe 1979, è cresciuto nelle giovanili granata, nelle quali ha militato fino all’età di 19 anni. Ciro Polito ha vissuto una lunga gavetta prima di approdare nel calcio che conta: lasciate le giovanili granata nel 1998, ha girovagato per numerose squadre di serie C2 e C1, come Rimini, Lucchese, Mantova, Avellino (per due stagioni), Pistoiese e Acireale, prima di approdare al Catania in serie B.
In Sicilia Polito non ha avuto molta fortuna, giocando poco nelle prime due stagioni, prima di andare in prestito al Pescara in serie B nel gennaio 2007. La buona stagione in riva all’Adriatico gli valse la riconferma a Catania, questa volta da titolare in Serie A nel 2007-2008 dove riuscì a spuntarla su Bizzarri, disputando ben 31 gare sulle 38 a disposizione. L’anno seguente, con l’arrivo di Zenga sulla panchina catanese, non trovò spazio e gli fu preferito proprio il portiere argentino; a gennaio così andò in prestito al Grosseto dove ritrovò continuità. Svincolatosi dal Catania, Ciro Polito ha abbracciato la causa granata, felice di ritornare nella città che lo ha cresciuto calcisticamente.
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Maurizio Lanzaro foto Giuseppe Maffia
La gara di Reggio rappresenterà per i granata una gara speciale: non solo perchè tra le due tifoserie vi è un gemellaggio storico e davvero unico, come quello che unisce i tifosi granata con quelli baresi, ma soprattutto perchè ritornerà a Reggio da ex Francesco Cozza. Nove stagioni in maglia amaranto per l’ex di Reggina e Siena, intervallate dalle esperienze non troppo felici di Genoa e Siena. Francesco Cozza a Reggio è una vera istituzione, tant’è che lui stesso ha fondato una scuola calcio che porta il suo nome; un’icona insomma della storia recente della Reggina calcio, fatta di promozioni in serie A, salvezze miracolose e campionati all’ultimo respiro.
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Franco Brienza foto Giuseppe Maffia
Reduce da una sconfitta immeritata, maturata negli ultimissimi minuti di gara in quel di Lecce, la Reggina si appresta ad ospitare la Salernitana in una giornata di festa per entrambe le tifoserie, unite da uno storico gemellaggio, ma quasi drammatica per le squadra in campo. Entrambe le compagini hanno infatti un disperato bisogno di punti per risalire la china di un travagliato inizio stagione che le vede navigare a vista nei bassifondi della graduatoria. Se per la Salernitana un campionato di sofferenze era da mettere in preventivo (anche se non in questi termini), fa davvero un certo effetto vedere la Reggina, indiscutibilmente accreditata con i favori del pronostico ad inizio stagione, arrancare nelle zone basse della classifica.
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Pestrin non esulta, Fava lo consola foto Bruno Maffia
Alta tensione durante la seduta pomeridiana di ieri (giovedì) al Dirceu di Eboli. Dopo pochi minuti dall’inizio dell’allenamento, a seguito di un normale contrasto di gioco, Pestrin ha colpito Fava con uno schiaffo, il quale ha incassato senza reagire. Cari ha interrotto immediatamente la partitella ma ha minimizzato l’accaduto facendo proseguire normalmente la seduta. I due, specialmente Pestrin, sono stati richiamati all’ordine in separata sede e pare si siano chiariti nello spogliatoio, lontano da occhi indiscreti. Il tutto si è svolto sotto gli occhi di Nicola Salerno che, a fine seduta, si è intrattenuto in un fitto colloquio con Manolo Pestrin. L’esperto dirigente ha inquadrato il momento difficile attraversato dal mediano romano e, consapevole delle sue qualità e dell’apporto che può garantire alla squadra, l’ha messo sotto la sua ala protettiva. Già sabato a fine gara Nicola Salerno corse ad abbracciare Pestrin, resosi protagonista di una mancata esultanza dopo la rete del 4-0. L’ex mediano del Cesena non ha preso bene le recenti esclusioni dall’undici titolare: a Lecce gli fu preferito Tricarico, contro il Crotone Soddimo per un centrocampo nuovo di zecca. La squalifica dell’ex doriano sembrava poter aprire uno spiraglio per il rientro in campo dal primo minuto di Pestrin ma Cari, stando alle soluzioni finora provate in settimana, pare intenzionato a schierare Millesi, dirottando Cozza sull’out opposto. Quella che sarebbe la terza bocciatura consecutiva aprirebbe un vero e proprio “caso”: Pestrin, fresco di rinnovo contrattuale (con spalmatura dell’ingaggio) fino al 2012, è uno dei pochi calciatori di proprietà della Salernitana a godere di un discreto mercato. Nicola Salerno potrebbe decidere di far cassa cedendolo al miglior offerente per reinvestire quanto incassato in altre operazioni di mercato. Al momento sembra ancora azzardato fare previsioni ma se Cari dovesse proseguire nella linea tracciata nelle ultime giornate, non avrebbe molto senso trattenere un giocatore scontento e poco propenso a lottare per la causa granata.
Una piacevole sorpresa ha caratterizzato l’odierna seduta di allenamento in casa granata. Al gruppo agli ordini di Marco Cari si è infatti aggregato anche Andrea Capone, fantasista sardo classe 1981, reduce da una stagione in chiaroscuro tra Vicenza e Grosseto (18 presenze e 2 reti). L’ex cagliaritano, pupillo di Nicola Salerno, però, non potrà essere tesserato prima di Gennaio, quando le liste saranno riaperte. Attualmente infatti, con l’ingaggio di Jadid, la Salernitana ha coperto tutti i 20 posti disponibili in rosa. Nessun periodo di prova per Capone che approfitterà di questi due mesi di lontananza forzata dal campo per lavorare e prendere confidenza col gruppo e mettersi al pari dei compagni dal punto di vista della condizione fisica in attesa del debutto che potrà arrivare, Cari permettendo, nel primo match del 2010 in casa contro il Brescia.
Capone ha firmato un contratto di sei mesi con opzione per l’anno successivo in caso di salvezza, soluzione già gradita ed accettata dall’altro recente acquisto, Abderrazzak Jadid.
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