
La Curva Sud dello Stadio Comunale "Arechi" di Salerno foto G.Maffia
La squadra va male, malissimo; la società è impegnata su gravosi fronti giudiziari, sportivi e non; eppure Salerno numericamente è sempre affianco alla propria squadra. Il pubblico c’è: nelle prime 7 partite giocate all’Arechi, in media 7.870 persone sono state presenti nel “principe degli stadi”, solo Torino (14mila) e Cesena (11mila circa) hanno fatto meglio, aiutate però da un maggior bacino di utenza (i granata), o dall’entusiasmo della promozione e l’ottimo avvio di campionato, che li ha proiettati al vertice della classifica (i romagnoli). Il massimo stagionale è stato registrato nell’esordio col Frosinone, 11.993 paganti, il minimo contro il Crotone, sotto la pioggia, con circa 6mila presenze ufficiali.
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Palladino festeggia una rete con Benjamin foto Giuseppe Maffia
Torna dopo una settimana di pausa forzata la nostra rubrica focalizzata sugli ex calciatori della Salernitana messisi particolarmente in luce nel week-end calcistico nazionale.
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Il presidente della Salernitana Antonio Lombardi foto G. Maffia
Quali scenari si prospettano per questa Salernitana? L’impietosa classifica, un parco giocatori ormai deprezzato ed abbinato ad un monte ingaggi sempre più fardello societario, le diatribe Lombardi-Murolo e, non ultimo, lo scandalo scommesse, fanno da corollario alla stagione granata. Non semplici spettri ad aleggiare sulla formazione del cavalluccio, ma vere e proprie sciagure che hanno portato la Salernitana ad essere, ora come ora, una delle realtà più in difficoltà di tutto il panorama professionistico.
Uno scempio autentico, è questo ciò che appare sotto gli occhi di tutti, addetti ai lavori, tifosi o semplici appassionati. Una gestione societaria e tecnica discutibile sotto tutti i punti di vista. Dalla posa della prima pietra, con il Lodo Petrucci, ad ora, un susseguirsi continuo di improvvisazioni, ribaltoni, scelte prima difese a spada tratta e poi sconfessate. Ed una sensazione, fissa, costante, anche davanti alle vittorie (vedi la promozione in B) di grossa precarietà, e scarsa attitudine alla programmazione.
Ora la piazza ha bisogno di sapere, e Lombardi ha l’onere di dichiararsi apertamente alla tifoseria. Ora che è rimasto uomo solo al comando della zattera in deriva, ora che lui è il principale quanto unico azionista della squadra della città.
C’è bisogno di sapere, c’è bisogno di capire, al di là delle continue promesse, delle continue dichiarazioni di facciata. Il futuro della Salernitana è appeso ad un filo, che giorno dopo giorno si assottiglia sempre più. Lombardi lo sa, ed è obbligato a rispettare una tifoseria ed una città che tanto ha dato, ricevendo ultimamente solo grosse quanto vergognose delusioni. In tutti i campi.
Urge una svolta, fin da subito. Se le forze son quelle che sono, permetteteci di sperare in un coinvolgimento altrui, magari da parte di quelle persone indicate nel post gara dell’ultimo insuccesso granata, dal presidente del Gallipoli D’Odorico. Nuovi imprenditori, nuove forze, di sicuro più adeguate finanziariamente e, soprattutto, sportivamente ad abbracciare quella che sta diventando una vera e propria odissea. Per un solo unico obiettivo comune: salvare Salerno e la Salernitana.

D'Odorico, presidente del Gallipoli fonte internet
Il presidente del Gallipoli ha lasciato Salerno nella giornata di domenica, per far ritorno a casa, in Lombardia. Non c’è stato il contatto con la dirigenza granata, che D’Odorico aveva quasi invocato nel dopo partita di venerdì; l’imprenditore friulano, raggiunto da alcune testate giornalistiche salernitane, ha confermato l’interesse di alcuni suoi amici a investire nella Salernitana, ma al tempo stesso ha chiarito che al momento non era il caso di intavolare nessun discorso con Lombardi, dato il momento delicato della società e squdra granata. Il patron della squadra salentina ha poi sottolineato come molto dipenda dall’inchiesta di Potenza, dove la Salernitana rischia di pagare molto caro, e solo una volta fatta luce su questa vicenda giudiziaria si potrebbe aprire una qualsiasi trattativa. D’Odorico ha poi ammesso di aver incontrato poco tempo fa a Milano, a margine di un incontro in Lega Calcio, Antonio Loschiavo, e di aver parlato con lui delle possibilità di vendita della società; il diretto interessato, chiamato in causa, ha però smentito categoricamente, affermando che l’unico suo “incontro” col presidente del Gallipoli è stato venerdì sera, per invitarlo in tribuna autorità, dopo che si era accomodato in tribuna stampa, arrecando qualche problema (non si sa onestamente quale, ndr). Trattativa finita già prima di cominciare? L’impressione sembra questa.

Luca Orlando, attaccante della primavera foto G. Maffia
Zero a zero con il fanalino di coda Gallipoli per la Salernitana primavera del duo Zeoli/Cincione, ma quanti rimpianti! A differenza della prima squadra, i granatini sono in corsa per il passaggio del turno in campionato ed hanno steccato in Puglia dato che, con una vittoria, sarebbero stati soli al terzo posto in classifica mentre ora devono accontentarsi della quarta posizione, in coabitazione con la Lazio. Tuttavia, nulla è ancora compromesso.
Nonostante la Salernitana non abbia giocato un primo tempo entusiasmante, la cronaca racconta di almeno due/tre grosse palle gol costruite e non concretizzate: prima Neglia, due volte solo davanti alla porta (clamorosa l’opportunità intorno alla mezz’ora, quando viene fermato sulla linea di porta), poi Orlando che si lascia parare la conclusione dal portiere avversario (44’), non riescono a portare in vantaggio gli ospiti, con il Gallipoli che si dimostra, comunque, squadra ordinata e attenta alla fase difensiva, forse anche grazie al recente cambio alla guida tecnica. L’ultimo posto dei salentini a soli due punti, infatti, sembra star stretto ad una compagine capace, in ogni caso, di riuscire a difendere il risultato ad occhiali nonostante l’inferiorità numerica dopo soli 5 minuti dall’inizio del secondo tempo per l’espulsione del terzino destro Apollonio, reo di fallo di reazione nei confronti di Franco. La Salernitana prova in tutti i modi a far sua l’intera posta in palio (ancora Neglia al 65’ fallisce un’occasione dopo essersi defilato bene sulla sinistra) ma si deve arrendere alla poca precisione in fase di realizzazione e alla difesa ad oltranza organizzata da un Gallipoli che raramente riuscirà a creare pericoli alla porta di Robertiello fino al termine del match.
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Ennesima sconfitta per la Salernitana che, pur in vantaggio, non sfrutta le occasioni per chiudere il match e subisce la rimonta a causa delle solite dormite difensive che la condannano ad uno stop che segnerà un solco ormai incolmabile con la zona salvezza.
Compito decisamente arduo, dopo una debacle di tale portata, trovare calciatori che possano meritare la sufficienza.
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Malgrado la sconfitta interna col Gallipoli abbia compromesso pressochè definitivamente il campionato, la Salernitana (almeno apparentemente) non ci sta ad alzare già bandiera bianca dopo 15 turni. Nell’immediato dopo gara, di tutta la serie di voci che circolavano prepotentemente, ha trovato riscontro solamente la soluzione più scontata in situazioni drammatiche come quella attualmente attraversata dalla compagine granata: il ritiro fuori porta. La squadra si trasferirà alla volta di Peschiera del Garda, alle porte di Verona, già nella giornata di domenica, per riprendere la preparazione a partire da lunedì. Aggregati 26 elementi ad eccezione dei primavera che sono rimasti a Salerno. Nessuna decisione drastica, quindi: Grassadonia resta ancorato alla panchina, soprattutto perchè la società non può permettersi l’ingaggio di un quarto allenatore, dovendo oltretutto saldare a breve le spettanze di Mutti per non incorrere in un possibile deferimento. Niente esclusioni eccellenti, come pure paventato nel post gara di venerdì: restano tutti aggregati in rosa, eventuali accantonamenti in questo momento sarebbero deleteri ed andrebbero ulteriormente ad intaccare la serenità di un gruppo mai stato tranquillo dalla prima giornata di una stagione iniziata male e proseguita finora come peggio non si potrebbe.

D'Odorico, presidente del Gallipoli fonte internet
Il presidente del Gallipoli, Daniele D’Odorico, ha rivelato ai cronisti ieri sera, nella sala stampa dell’Arechi: “Mi fermerò qui a Salerno fino a domenica mattina; pur lavorando molto al Sud, non l’ho mai visitata a fondo, è ora di colmare questa lacuna. Purtroppo nel calcio la felicità di qualcuno va a coincidere spesso con l’infelicità di altri: Salerno come pubblico e come città non meritano certamente l’ultimo posto in classifica, e me ne dispiaccio. Spero di riuscire a parlare con la dirigenza granata, ho tanti amici al Nord interessati a intraprendere la mia stessa avventura nel mondo del calcio, chissà che da cosa non nasca cosa.” E rivela: “Recentemente ho parlato con qualcuno dello staff dirigenziale granata, mi pare il ds ( glissa sul nome di Nicola Salerno, ndr), ora non ricordo, perchè sapevo di questa situazione difficile venutasi a creare qui. Credo comunque che Lombardi vada elogiato per gli sforzi finanziari sostenuti per questa squadra negli ultimi anni; ora ci sono questi imprenditori interessati a intavolare un certo discorso, vediamo se nella controparte c’è la volontà di ascoltarci”. Parole che risultano abbastanza chiare, ci sono quindi persone interessate alla società granata, cosa che invece era stata sempre negata dal presidente Lombardi.
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Giuseppe Giannini, foto sito ufficiale Gallipoli
La Salernitana crolla davanti al suo pubblico e pone una seria ipoteca sulla retrocessione in Lega Pro. I granata falliscono l’appuntamento con il big match-spareggio e cedono 3 a 1 al cospetto di un Gallipoli ben messo in campo dal tecnico Giannini. Ancora una volta fatali le distrazioni difensive e gli errori sottoporta. A nulla sono servite le prestazioni positive di Soligo e di Merino, entrato nella ripresa per Jadid. Grassadonia conferma le ultime indiscrezioni sulla formazione, lasciando Pestrin in panchina e affidandosi al quartetto Tricarico, Jadid, Statella e Soligo, a supporto di Caputo e Ferraro. In difesa ancora Machado sulla sinistra con Galasso a destra, mentre centrale gioca Bastrini al fianco di Stendardo, per la squalifica di Fusco.
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