Salernitana: no Merino, no party
Nelle recenti uscite il 4-3-2-1 sembra aver dato alla Salernitana la possibilità di esprimersi meglio, almeno dal punto di vista offensivo. Nelle ultime tre gare infatti, con ben sei reti realizzate e cinque legni colpiti, la Salernitana ha prodotto numerose palle-goal a partita, mettendo in seria difficoltà le squadre avversarie. Anche la difesa sembrava non aver dato grossi problemi, almeno fino alla partita di Ascoli, che ha segnato il tracollo della squadra granata.
Il duo Grassadonia-Cerone quindi sembra aver dato un volto, un gioco, insomma un’identità alla squadra. E tutto questo in pochi mesi di lavoro e senza grossi acquisti, annunciati nel mercato di riparazione. Eccezion fatta per Dionisi, che si sta dimostrando un vero bomber, freddo e cinico ma anche altruista con i compagni, gli undici che i mister granata schierano in campo sono gli stessi o quasi di inizio stagione. L’arma in più, come era facile auspicare, è sicuramente Roberto Merino. Il fantasista peruviano sembra aver dato quella marcia in più alla manovra granata, e dalla partita di Ancona, pare abbia preso la squadra granata per mano. Due reti messe a segno, entrambe su rigore con Ancona e Piacenza, tanti assist e soprattutto tante giocate, che hanno permesso alla compagine granata di racimolare più punti del girone di andata.
Merino è fondamentale per l’economia del gioco granata, e la sua importanza si è notata soprattutto ad Ascoli, quando, uscito per le non perfette condizione fisiche, la Salernitana si è smarrita, venendo poi rimontata e battuta dall’Ascoli per 4 a 2. Dopo la sua sostituzione, la Salernitana ha perso il faro del gioco, l’unico in grado di illuminare la squadra con le sue giocate d’alta scuola. Ora contro il Cesena ci si aspetta un ritorno in gran forma del fantasista peruviano, pronto a trascinare ancora i granata verso la missione impossibile chiamata salvezza.










Commenti recenti