
Nicola Salerno e Antonio Lombardi foto G. Maffia
Un uomo sempre più solo al comando. E’ il profilo di Antonio Lombardi, intorno al quale si è creato un vuoto spaventoso. Tifoseria, istituzioni locali, mass-media: tutti hanno voltato le spalle (alcuni un po’ troppo repentinamente) all’institore vallese, reo di aver portato avanti una condotta societaria a dir poco autolesionista. E mentre gli inviti a farsi da parte si moltiplicano esponenzialmente, Lombardi tiene ancora aperta una porta per continuare l’esperienza al timone della Salernitana. Non da solo, però: il patron granata non ha la forza economica per ripianare l’ingente massa debitoria accumulata. L’institore vallese ormai da mesi è all’affannosa ricerca di un socio forte, una sorta di “Murolo-bis” che lo possa affiancare e sostenere concretamente ad uscire dal vicolo cieco nel quale Lombardi ha portato la Salernitana Calcio dopo soli cinque anni di vita. Riuscirà il costruttore di Vallo della Lucania nell’ardua impresa di trovare un altro “pollo da spennare”? Visti i precedenti con i colleghi dell’ANCE prima e Murolo poi ci appare francamente difficile che Lombardi riesca a trovare, in tempi relativamente brevi, un’altra figura facoltosa e decisa ad entrare nel mondo del calcio dalla porta di servizio. Tanto più che la difficile ricerca ormai si protrae infruttuosamente dalla scorsa estate, cioè da quando l’attuale numero uno di Via San Leonardo diede mandato a Peppe Cannella di sondare la disponibilità di qualche imprenditore eventualmente disponibile ad affiancarlo. Operazione arenatasi inesorabilmente, considerate le folli condizioni economiche poste da Lombardi. A distanza di mesi la situazione finanziaria del club granata è peggiorata, la retrocessione è ormai da tempo un dato certo, ma Lombardi rimane dello stesso orientamento: stavolta Loschiavo prima e Nicola Salerno poi sono stati messi a caccia di nuovi potenziali soci. Manco a dirlo, la ricerca ha portato ad un paio di contatti (come quello col nuovo patron del Baia Hotel, Marinelli) ma nulla di concreto. Sarà sufficiente per far capire a Lombardi l’impossibilità di trovare un altro “Paperone” disposto a farlo “giocare” con i propri soldi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Antonio Lombardi, foto G. Maffia
Non tutti i mali vengono per nuocere. Anche dagli eventi più catastrofici, tra i quali senza ombra di dubbio va annoverato lo sciagurato campionato disputato dalla Salernitana quest’anno, si possono ricavare aspetti positivi; ad esempio la possibilità di gettare le basi per un futuro migliore con largo anticipo. Programmazione: quante volte abbiamo sentito usare, spesso a sproposito, questo termine nel mondo del calcio e, più nello specifico, dalla società cara ad Antonio Lombardi? Tante, troppe volte. La realtà stride desolatamente con le chiacchiere millantate ai quattro venti: la Salernitana continua a barcamenarsi vivendo alla giornata, oppressa dai debiti e da importanti scadenze contabili da rispettare tassativamente per non mettere a rischio l’iscrizione, eventualità al momento tutt’altro che da escludere. Preoccupazioni che monopolizzano le attenzioni dei quadri dirigenziali, ancora incerti su quale sarà e se ci sarà un futuro all’interno della Salernitana Calcio. Di Lombardi e delle sue intenzioni sappiamo tutto o quasi, poco ci è chiaro quale sarà il destino dei vari Nicola Salerno ed Antonio Loschiavo, ad esempio, figure dirigenziali d’alto rango (sulla carta) ma sul campo sicuramente non esenti da magagne ed errori. Il club granata, oltre che di una nuova proprietà, ha bisogno di persone che sappiano lavorare dietro le quinte, lontane dalle luci dei riflettori, per ricostruire un club scivolato in pochi anni sull’orlo del baratro. Occorre rifondare, resettare tutto e ripartire da zero. Il tempo c’è, o meglio, ci sarebbe, specie se il passaggio di consegne dall’institore di Vallo ad una nuova proprietà dovesse concretizzarsi a breve. Eventualità che, tra proclami, smentite e polemiche di vario genere, al momento ci sembra decisamente peregrina. Ed allora è inutile illudersi ed aspettarsi regali da questa società capace finora di generare una serie innumerevoli di delusioni e figuracce. D’altro canto, se non si è stati all’altezza di programmare dopo un campionato di C vinto a fine Aprile, sulla scia dell’entusiasmo popolare, francamente non vediamo come ciò possa accadere in questi mesi, a maggior ragione nelle condizioni critiche in cui versa la società granata. Ed intanto il tempo continua a scorrere inesorabilmente, col serio rischio che, mentre il medico studia, il paziente muoia.
La tribuna del Vestuti ospitava per la maggior parte non paganti: arbitri, tessere di favore, accreditati, osservatori, politici, burocrati, giornalisti, autorità, bambini. I pochi paganti occupavano sempre lo stesso posto: esisteva una specie di diritto non scritto che garantiva al tifoso l’occupazione di una certa zona per tutta la durata del campionato.
Il pubblico della tribuna non era molto caloroso. Raramente si scaldava. Gli unici sussulti si verificavano quando dalla curva Sud partiva il seguente coro:
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Andrea Luciani, fonte internet
Il Pavel Nedved de’ noantri, Andrea Luciani.
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In questi giorni stiamo assistendo ad uno spettacolo che di calcistico ha veramente poco. Il presidente Lombardi attorniato da tanti potenziali (ma reali?) investitori. In questa puntata parleremo quindi di presidenti, i ”Nati al Vestuti” ne hanno visti tanti.
Il primo che mi viene in mente è Vessa, l’unico presidente che ci ha rimesso, almeno così si dice.
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Angelo Ogbonna foto G. Maffia
Questa settimana conosciamo meglio Angelo Ogbonna Obinze, difensore centrale dalla grande forza fisica, alto 188 cm per un peso di 86 Kg.
Ogbonna è nato a Cassino il 23 maggio 1988 da genitori nigeriani ed ha iniziato a giocare a calcio in una formazione giovanile della sua città, prima di essere acquistato dal Torino che lo ha inserito nel suo settore giovanile.
Nella stagione 2007-2008, aggregato alla prima squadra, riesce ad esordire in massima serie a soli 18 anni in un Torino-Reggina che vede gli ospiti imporsi per due reti ad una; alla fine dell’anno sono 4 le presenze del giovane difensore con la maglia granata.
Nel campionato seguente Ogbonna viene girato in prestito al Crotone in serie C1, dove riesce a ritagliarsi uno spazio importante collezionando 22 presenze e contribuendo al buon campionato dei calabresi che arrivano a giocarsi i playoff.
Tornato più maturo alla casa madre Ogbonna riesce a trovare maggiori possibilità d’impiego e scende in campo in ben 19 occasioni in serie A, facendosi notare dagli addetti ai lavori nonostante l’incubo di uno spaventoso incidente stradale nel quale è coinvolto la mattina del 22 dicembre 2008, dal quale uscirà per miracolo con pochi danni fisici ma indubbiamente segnato dal punto di vista psicologico.
Nonostante la retrocessione del Torino in serie B, il buon campionato disputato da Ogbonna gli vale la prima convocazione nella nazionale under-21 guidata da Casiraghi per la partita Russia-Italia terminata 3-2; fin qui sono 5 le presenze totali del difensore con la maglia degli azzurrini.
Nel campionato in corso Ogbonna è stato impiegato spesso da titolare ed è già sceso in campo in 24 occasioni, realizzando anche la sua prima rete da professionista nel corso del match promozione contro il Cesena poi terminato 1-1.
Nonostante la sua squadra sia ancora in piena lotta per guadagnarsi un posto in massima serie, Ogbonna ha già avuto molte offerte per la prossima stagione dalla serie A ed addirittura sembra alto l’interesse nei suoi confronti da parte di squadre del calibro dell’Arsenal e del West Ham.
E’ facile prevedere che indipendentemente dall’esito del campionato in corso, nella prossima stagione il giovane difensore centrale possa tornare a confrontarsi con palcoscenici più importanti della serie B.
La trentottesima giornata di serie B si apre con l’anticipo del venerdi tra l’Ancona ed il Grosseto, partita importante soprattutto per i toscani, che seppur in calo dopo l’inspiegabile esonero di Gustinetti, sono ancora in corsa per i playoff, a differenza dei marchigiani che ormai attendono solo la fine del campionato.
Sabato pomeriggio la capolista Lecce può approfittare del favorevole turno casalingo contro l’Albinoleffe di Mondonico, ormai salvo e che non può rappresentare un ostacolo per i salentini lanciati verso la promozione diretta in serie A.
Il Sassuolo è di scena a Padova in una gara resa difficile soprattutto dalle motivazioni dei veneti, che non possono permettersi passi falsi se vogliono guadagnarsi almeno la possibilità di disputere i playout.
Più agevole sulla carta la trasferta del Cittadella a Modena; infatti i ragazzi di Foscarini possono approfittare della pochezza dimostrata nelle ultime giornate dai canarini, che oltretutto seppur non ancora salvi, non sono in una situazione difficile di classifica e possono giocare senza l’assillo di dover fare risultato a tutti i costi.
Insidiosissimo invece l’impegno del Cesena che battezza l’esordio del tecnico Carboni sulla panchina del Frosinone; i ciociari, ormai precipitati in zona playout, devono centrare a tutti i costi un successo fondamentale e renderanno sicuramente la vita difficile ai romagnoli che invece devono riscattare il passo falso della settimana precedente contro l’Empoli.
Il Torino è atteso da una partita apparentemente facile contro il Gallipoli, ma che nasconde una doppia insidia; la pressione a cui saranno sottoposti i giocatori granata, giunti all’ultima spiaggia nella rincorsa alla promozione diretta, e le motivazioni dei salentini, che dopo il successo ottenuto in rimonta contro la Salernitana, sono tornati a credere nella salvezza.
Il Crotone di Lerda proverà a continuare la striscia positiva per poter cullare ancora il clamoroso sogno dei playoff, ma per farlo dovrà necessariamente battere la Triestina, che dopo aver fallito l’appuntamento con la vittoria nel posticipo della giornata precedente, ha visto notevolmente peggiorare la sua condizione in classifica e deve andare alla ricerca di un risultato positivo per non precipitare ulteriormente.
Reggina-Ascoli è partita senza particolari significati, considerata la posizione praticamente acquisita delle due formazioni, mentre più importante è Piacenza-Vicenza, che specialmente per i veneti può essere lo spartiacque della stagione, tra un finale tranquillo di campionato ed una sofferta volata verso la salvezza.
Il Mantova non può fare altro che vincere a Salerno se vuole risollevare almeno sul campo una situazione difficile, anche in considerazione del fatto che sembra ormai evidente come la salvezza finanziaria del club sia imprescindibile dalla permanenza in cadetteria.
Chiude il turno il posticipo di lunedi tra Empoli e Brescia, gara fondamentale per entrambe le formazioni; le rondinelle sono in piena lotta per la promozione diretta, ma troveranno al loro cospetto una squadra che con il successo di Cesena è ritornata in corsa per un posto nei playoff e che oltretutto ha tra le mura amiche di gran lunga il miglior rendimento fra le compagini della serie B.
Ancora una sconfitta per la Salernitana, ormai l’ennesima in un campionato maledetto che si spera possa finire presto: un solo punto nella gestione Cerone, undicesima sconfitta casalinga e venticinquesima in totale, un record negativo. Al Mantova, di contro, vanno tre punti importanti che le consentono di sperare in una salvezza ora più vicina.
Dopo una prima fase di studio, al 12’ sono i padroni di casa a farsi vedere con Dionisi che entra in area ma Bellodi si oppone al suo rasoterra da posizione defilata. Passano due minuti e Soligo va via sulla sinistra e mette al centro un succulento pallone che prima Orlando e poi Merino sparano addosso a Bellodi. Poco più tardi il peruviano mette paura al portiere ospite, costretto a respingere con in pugni un suo calcio piazzato (15’). Gli ospiti si fanno vedere concretamente al 22’: Caridi effettua uno slalom sulla destra, saltando prima Carcuro e poi Russo, ma il suo invito al tapin non è colto da Pellicori. Al 28’ si sblocca la gara, perchè Fusco commette fallo in area su Pellicori, spingendolo e non consentendogli di raggiungere il cross di Spinale: per Valeri è rigore ed ammonizione per il capitano granata. Dal dischetto, Caridi non perdona e porta in vantaggio i suoi. La risposta della Salernitana è affidata ad una percussione di Carcuro sulla destra, con palla che finisce a Merino al limite dell’area piccola, ma il numero dieci granata manda incredibilmente alto (31’). E’ il prologo al gol del pari, che arriva al 36’ grazie alla gemma di Federico Dionisi che, lanciato da Tricarico per vie centrali, elude l’intervento di Notari e piazza il suo destro a giro nel set alle spalle di Bellodi. A tre minuti dal termine, però, i virgiliani si portano nuovamente in vantaggio: Tricarico atterra Locatelli che s’involava verso la porta e viene espulso dall’arbitro per fallo da ultimo uomo, con lo stesso fantasista del Mantova che, sulla seguente punizione, trasforma magistralmente, battendo l’incolpevole Iuliano.
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Vincenzo De Luca foto G. Maffia
Non accenna a placarsi la querelle tra Comune di Salerno e Salernitana Calcio 1919. Dopo un periodo di “tregua armata”, durante il quale entrambe le parti avevano momentaneamente sotterrato l’ascia di guerra, l’ultima settimana è stata caratterizzata da spunti polemici che hanno nuovamente riportato l’acredine tra Via Roma e Via San Leonardo a livelli massimi. In occasione dell’incontro con alcuni rappresentanti del CCSC, De Luca avrebbe nuovamente sottolineato l’attuale situazione societaria critica, affermando di avere le “mani legate” e di non poter concretamente aiutare i tifosi che continuano a chiedere un suo intervento diretto per dirimere la matassa. Anzi, il primo cittadino di Salerno ha approfittato per ricordare il credito vantato dall’ente comunale nei riguardi della Salernitana, a suo dire ammontante a circa 300.000 Euro, relativo ai canoni per l’utilizzo degli impianti sportivi mai saldati nel corso della gestione Lombardi. Oltretutto, la convenzione triennale per l’uso di Arechi e Volpe è in scadenza con il serio rischio che, se le parti non dovessero trovare un accordo soddisfacente, la Salernitana possa trovarsi “sfrattata” nella prossima stagione agonistica. Non si è fatta attendere la replica della società granata, a mezzo sito ufficiale: “A seguito delle dichiarazioni del sindaco di Salerno relative al debito della Salernitana Calcio 1919 Spa nei confronti del Comune ed ammontante, sempre secondo il sindaco, ad euro 300.000 la Salernitana Calcio 1919 precisa quanto segue:
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Roberto Merino Ramirez Foto Giuseppe Maffia
La necessità da parte della Salernitana di battere cassa porterà sicuramente alla cessione dei pochi pezzi pregiati attualmente in rosa. Uno di questi è certamente Roberto Ramirez Merino. Il fantasista peruviano infatti ha buon mercato sia in serie Ache all’estero. Per quanto riguarda il campionato di massima serie, il Maradona delle Ande è richiestissimo dal Bari e dal Bologna, fortemente voluto da Colomba. Il Bari si è fatto già avanti con un’offerta economica, si parla di 500.000 euro, più una contropartita tecnica, ancora da stabilire. Non ancora formalizzata invece l’offerta del club felsineo, impegnato ancora nella bagarre salvezza e quindi poco concentrato sul fronte mercato.
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