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	<title>SoloSalerno.it &#187; Focus on</title>
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	<description>On Line Salernitana News &#38; Photo Magazine</description>
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		<title>Ragusa, il nuovo &#8220;golden boy&#8221; granata</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Pellegrino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8416" class="wp-caption alignleft" style="width: 459px"><a href="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/mini9769.jpg"><img class="size-full wp-image-8416" title="mini9769" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2010/08/mini9769.jpg" alt="" width="449" height="310" /></a><p class="wp-caption-text">Antonino Ragusa foto G. Maffia</p></div>
<p>E&#8217; Antonio Ragusa, classe &#8216;90, la vera nota lieta del primo match di campionato. Presentato ai tifosi come un attaccante poco capace di vedere la porta, la giovane stella arrivata in prestito dal Genoa ha subito fatto ricredere tutti. Dopo appena sette minuti infatti, l&#8217; attaccante originario di Taormina è andato in rete sugli sviluppi di un calcio d&#8217; angolo. Buona tecnica e tanto fiato per il gioiellino granata che, con Falzerano, ha ben sfruttato le fasce, trovando anche la rete del raddoppio, tempestivamente annullata dal guardialinee per una dubbia posizione di off-side. <em>&#8221;Speravo di arrivare in una grande piazza ed ora che sono arrivato a Salerno, posso dire che ci sono riuscito. Spero di far bene ma non voglio promettere niente, meglio far parlare il campo&#8217;,</em> le prime parole rilasciate dal &#8221;piccolo Sculli&#8221; l&#8217; 11 agosto scorso; pur senza fare proclami, Ragusa lasciò intuire ai supporter granata che avrebbe dato il massimo al fine di concretizzare il maggior numero di azioni possibili. Parole che trovano riscontro nella prestazione di ieri, in cui il giovane ha letteralmente fatto impazzire la retroguardia sorrentina. L&#8217;esplosione, nonché l&#8217; ottimale condizione fisica, del talento scuola Grifone costringeranno il “Maradona delle Ande”, Roberto Merino, a sudarsi il posto da titolare non solo con Ragusa, ma anche con Montella e Falzerano. L&#8217; attaccante, vincitore nella passata stagione della Coppa Italia e più volte paragonato dalla stampa salernitana all&#8217;ex Raffaele Palladino esploso nella stagione 2004 – 2005 e tutt&#8217; ora militante nel Genoa, non ha però nulla da temere. La corsa è il suo forte, la tecnica di certo non gli manca; la speranza è che il talento siciliano possa diventare davvero come Sculli e Palladino, magari (a beneficio della Salernitana ) a suon di gol già da questa stagione.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Francesco Montervino</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorna dopo alcune settimane di silenzio, la rubrica Focus On. Personaggio della settimana è Francesco Montervino, centrocampista centrale della Salernitana. Il mediano originario di Taranto, classe 1978, cresciuto calcisticamente nella primavera del Taranto, ha avuto la sua prima esperienza da professionista nel 1994/95, dove esordì disputando solo uno scorcio di match. Ritornato nella squadra della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2010/01/Montervino4123.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4735" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2010/01/Montervino4123-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>Ritorna dopo alcune settimane di silenzio, la rubrica Focus On. Personaggio della settimana è Francesco Montervino, centrocampista centrale della Salernitana. Il mediano originario di Taranto, classe 1978, cresciuto calcisticamente nella primavera del Taranto, ha avuto la sua prima esperienza da professionista nel 1994/95, dove esordì disputando solo uno scorcio di match. Ritornato nella squadra della sua città, Montervino alternò campionati di C2 e di D, prima di passare all&#8217;Ancona, dove esplose: dopo un primo campionato di B, con l&#8217;amara retrocessione in C1, riconquistò la categoria, e si mise in mostra in cadetteria per ben 3 stagioni, prima di approdare al Napoli in B. Dopo due stagione, va in prestito al Catania, per poi tornare a Napoli in C1, da capitano, per conquistare la promozione sotto la gestione De Laurentiis. Una doppia promozione, che ha riportato i partenopei in Serie A dopo anni di purgatorio.</p>
<p>In Serie A però il capitano azzurro non ha trovato spazio, e quindi dopo due stagioni in cui ha disputato solo 22 presenze con una rete messa a segno, ha deciso di cambiare aria, ritornando in B proprio con la maglia granata. Dopo un inizio un po particolare, dove tra l&#8217;altro ha subito un brutto infortunio nella zona intercostale, Montervino sembra essere tornato quello dei tempi migliori. Tanta quantità ma anche qualità per un giocatore che sembra davvero di altra categoria. Rabbia agonistica, grinta e tanto tanto cuore, per un elemento considerato forse troppo presto un giocatore finito.</p>
<p><span id="more-5217"></span></p>
<p>La Salernitana, per tentare l&#8217;impresa che dopo la sconfitta interna con la Triestina sa davvero di impresa impossibile, ha bisogno anche di gente come lui, che insieme a Soligo, rappresenta la colonna portante del centrocampo e dell&#8217;intera squadra granata.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Andrea Tricarico</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 21:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana protagonista della rubrica Focus on è Andrea Tricarico. Il mediano calabrese originario di Cetraro in provincia di Cosenza, è, insieme a Evans Soligo, l&#8217;uomo più in forma della compagine granata. Centrocampista centrale classe 1983, Tricarico è cresciuto calcisticamente nella Rossanese, per poi girovagare tra Fidelis Andria (dove disputò due stagioni), Castel di Sangro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3735" title="th_1271" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/th_1271.jpg" alt="th_1271" width="198" height="300" />Questa settimana protagonista della rubrica Focus on è Andrea Tricarico. Il mediano calabrese originario di Cetraro in provincia di Cosenza, è, insieme a Evans Soligo, l&#8217;uomo più in forma della compagine granata. Centrocampista centrale classe 1983, Tricarico è cresciuto calcisticamente nella Rossanese, per poi girovagare tra Fidelis Andria (dove disputò due stagioni), Castel di Sangro e Igea Virtus, sempre in C2, prima di approdare alla Paganese. Con gli azzurro-stellati Tricarico si mise in mostra, balzando agli occhi degli addetti ai lavori come uno dei centrocampisti più promettenti della categoria.</p>
<p>Dopo l&#8217;ottima stagione di Pagani, Tricarico fu acquistato proprio dalla Salernitana che tuttavia, nell&#8217;anno della promozione in serie B, non vi puntò con fermezza, dandolo in prestito al Lanciano di Moriero. L&#8217;ottima metà stagione, e la mancanza di centrocampisti centrali in casa granata, costrinsero Fabiani a richiamarlo già nel mercato di Gennaio. Rientrato quindi alla casa madre, Tricarico si ritagliò una buona fetta di campionato, disputando ben 10 presenze, molte delle quali da titolare. Confermato poi nella stagione successiva in serie B, visto il concatenarsi di infortuni e defezioni varie, Tricarico riuscì a calcare per ben 26 volte il terreno di gioco, mettendo a segno anche una rete, nella partita casalinga con il Frosinone, vinta per 3 a 2, dove realizzò la marcatura ribattendo in rete il rigore respinto da Sicignano a Di Napoli.</p>
<p><span id="more-3858"></span></p>
<p>Anche quest&#8217;anno Tricarico, partito da dietro le quinte, si è ritagliato uno spazio importante nell&#8217;undici titolare granata. Specie dopo l&#8217;avvento di Grassadonia sulla panchina granata, Tricarico è stato schierato con continuità davanti la difesa, scalzando concorrenti sulla carta forse più accreditati come Pestrin e Montervino. Le ottime prestazioni che si sono susseguite hanno premiato quindi la scelta di Grassadonia, e soprattutto il mediano calabrese che ormai non è più una scoperta, ma una vera certezza.</p>
<p>Molto dotato dal punto di vista atletico, Tricarico è il classico centrocampista centrale di rottura, un tempo definito mediano. Diga davanti alla difesa, nel corso delle ultime stagioni l&#8217;ex paganese è migliorato anche dal punto di vista tecnico, concendendosi ogni tanto lanci e cambi di gioco degni dei migliori registi. Un centrocampista insomma di quantità ma anche di qualità, che da il tutto per tutto per tutti i novanta minuti di gioco. Insomma uno dei pochi punti fermi di quest&#8217;anno, sui cui la Salernitana deve puntare in modo deciso per risalire la china ed evitare una dolorosa retrocessione in Lega Pro.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Giuseppe Statella</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 00:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 368px"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/gallery/salernitana-benevento/sa-bn-50.jpg" alt="sa-bn-50" width="358" height="239" /><p class="wp-caption-text">Statella foto G. Maffia</p></div>
<p>La rubrica Focus on questa settimana si concentrerà su Giuseppe Statella. L&#8217;esterno calabrese originario di Melito Porto Salvo, arrivato alla corte del patron Lombardi in prestito dal Bari ad inizio stagione, fin qui non ha entusiasmato, come del resto la maggior parte dei colpi messi a segno dall&#8217;ex ds Guglielmo Acri. Dopo la buona stagione a Benevento, nel corso della quale ha collezionato 22 presenze e 3 reti, Statella si è messo in luce per le sue doti tecniche ed atletiche, tant&#8217;è che orbita nel giro della nazionale Under 21 di serie B. Grazie ai buoni rapporti con il ds barese Perinetti, Statella si è accasato quindi alla Salernitana, sperando di ripetersi con la maglia granata. Purtroppo però la stagione della squadra granata, tragica fino a questo momento, ha influito anche sulle prestazioni dell&#8217;esterno ex Benevento.</p>
<p><span id="more-3544"></span></p>
<p>Dopo appena un tempo di gioco disputato alla prima di campionato con il Frosinone, Statella fu messo da parte da Brini prima e da Cari dopo, che lo utilizzò con il contagocce. Con l&#8217;avvento di Grassadonia invece l&#8217;esterno cresciuto nelle giovanili del Bari si è ritagliato un posto in squadra, grazie anche a prove abbastanza convincenti come quella di Grosseto. Con il Gallipoli invece Statella, come tutta la squadra del resto ad eccezione di Soligo e Tricarico, ha fatto un passo indietro rispetto alla trasferta toscana, e così ora per la gara di Mantova il laterale di Grassadonia dovrà contendersi il posto da titolare con Soddimo e Soligo, qualora questi venga proposto sulla destra.</p>
<p>Giuseppe Statella è un classico esterno d&#8217;attacco, impiegato spesso come esterno alto di centrocampo. Nasce come esterno di fascia destra ma all&#8217;occorrenza può giocare anche a sinistra. Dotato di buone doti atletiche e tecniche, Statella, classe 1988, ha disputato a Benevento la sua prima stagione da professionista, dopo qualche apparizione saltuaria con il Bari. Ottima la sua stagione in terra sannita, tanto da farlo rientrare tra i migliori calciatori del passato torneo di Lega Pro.</p>
<p>Quest&#8217;anno con la Salernitana Statella ha l&#8217;occasione per fare il salto di qualità che a ventuno anni può rappresentare l&#8217;occasione della vita. Purtroppo per lui, come per tanti altri giovani quali Soddimo, Pepe e Carcuro ad esempio, l&#8217;annata no della Salernitana ha influito anche sulle loro prestazioni, forse in modo maggiore rispetto agli altri compagni di squadra più esperti. Da Statella e dagli altri giovani si aspetta un pronto riscatto, anche perchè la situazione è destinata a peggiorare, visti i recenti risultati negativi.</p>
<p>A Mantova ci sarà un altro scontro verità che potrebbe segnare la riscossa o la definitiva caduta dei granata verso il baratro chiamato Lega Pro.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Emanuele Ferraro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3289" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3289" title="NAPOLI-SALERNITANA" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/Ferraro-Emanuele-05.jpg" alt="Emanuele Ferraro, foto G. Maffia" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">Emanuele Ferraro, foto G. Maffia</p></div>
<p>Anche questa settimana la rubrica Focus On scende in campo e si occuperà di Emanuele Ferraro. Dal 2005-06 in maglia granata,  Emanuele Ferraro è giunto alla sua quinta stagione a Salerno. Nel corso di questa estate, come al solito da qualche tempo a questa parte, l&#8217;attaccante messinese era sul piede di partenza, ma alla fine è rimasto alla corte del patron Lombardi, rifiutando altre offerte di categoria e di Lega Pro. Dopo l&#8217;esperienza abbastanza postiva a Piacenza nella scorsa stagione, dove l&#8217;attaccante classe 1978 siglò 7 reti in 32 presenze,  delle quali poche da titolare, Ferraro è rimasto a Salerno, per dare il suo contributo alla maglia che tanto ama.</p>
<p><span id="more-3433"></span></p>
<p>Salernitano d&#8217;adozione, tant&#8217;è che ha sposato anche una salernitana, Ferraro è molto legato ai colori granata. Arrivato nel primo anno della gestione Lombardi con Soligo, Ferraro dopo una prima stagione da co-protagonista, esplose nel finale, rendendosi protagonista dei play off contro il Genoa, dove all&#8217;Arechi siglò la doppietta che portò i granata sul 2 a 0, prima di essere raggiunti sul finire da un dubbio rigore. Nell&#8217;anno seguente, in una delle stagioni più anonime della storia calcistica granata, Ferraro trovò forse una delle sue migliori annate, siglando ben 15 reti. Confermato anche per la stagione seguente, dove facendo coppia con Di Napoli, conquistò la promozione in serie B, Ferraro realizzò altre 7 reti anche se il suo finale di stagione non fu esalatante.</p>
<p>Nella passata stagione poi fu mandato in prestito al Piacenza, dopo che saltò lo scambio con l&#8217;Ancona per arrivare a Mastronunzio. Anche quest&#8217;anno sembrava che il suo futuro fosse altrove ma alla fine è rimasto a Salerno, per dare il contributo di cui il gruppo ha bisogno. Come tutta la squadra ed in particolare il reparto avanzato, Ferraro ha risentito dell&#8217;andamento catasfrofico deia granata, e le sue prestazioni sono state spesso insoddisfacenti.</p>
<p>Schierato come prima punta, come seconda punta, e addirittura come esterno largo, Ferraro ha sempre fornito il suo impegno, anche se i goal non sono arrivati. L&#8217;unica marcatura messa a segno dall&#8217;attaccante messinese resta quella della trasferta di Padova, che aveva illuso i tifosi granata al debutto di Grassadonia. Complice l&#8217;assenza per squalifica di Fava prima e la cattiva forma di Caputo poi, Ferraro nelle ultime uscite sta trovando constantemente il posto da titolare, anche se è ancora lontano parente di quello visto negli anni passati.</p>
<p>Contro il Gallipoli, in un vero e proprio match spareggio da non fallire, Ferraro dovrà dare il 110% alla causa granata, e magari trovare il goal vittoria che regalerebbe un sorriso a tutti i tifosi granata.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Manolo Pestrin</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana la rubrica Focus On si occuperà di Manolo Pestrin. Alla sua seconda stagione in granata, il mediano romano classe 1979, fu ingaggiato dalla squadra granata ad inizio stagione scorsa, voluto fortemente da Castori che lo aveva lanciato nel Cesena. Dopo un inizio difficile per via di un infortunio che non gli aveva permesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana la rubrica Focus On si occuperà di Manolo Pestrin. Alla sua seconda stagione in granata, il mediano romano classe 1979, fu ingaggiato dalla squadra granata ad inizio stagione scorsa, voluto fortemente da Castori che lo aveva lanciato nel Cesena. Dopo un inizio difficile per via di un infortunio che non gli aveva permesso di svolgere l&#8217;intera preparazione, Pestrin disputò un buon campionato, specie sotto la gestione Castori. Con il cambio in panchina e l&#8217;arrivo di Brini, Pestrin fu messo leggermente da parte. Lombardi e la Salernitana però hanno deciso di puntare sul mediano ex Messina anche per quest&#8217;anno e così Pestrin è stato riconfermato, con addirittura un rinnovo triennale del contratto, ad opera del discusso duo Acri-Zavaglia, procuratore del giocatore.</p>
<p>Pestrin inizia la sua carriera nelle giovanili della Lazio, ma la sua gavetta dura poco, dopo alcune stagioni nel campionato nazionale Dilettanti. La prima chance da professionista infatti gli viene offerta dal Castel Di Sangro nel 1997/98, e vi rimane per altre due stagioni in serie C1, dopo l&#8217;amara retrocessione. Dopo approda prima al Lanciano in serie C e poi al Palermo in Serie B, ma li non trova posto e passa al Cesena, con il quale conquista una promozione in B al termine di un campionato esaltante. In panchina c&#8217;era proprio Castori, e i campionati successivi in serie B con gli adriatici lo portano sulla cresta dell&#8217;0nda, prima di approdare a Messina in serie A con il quale fa appunto il suo esordio in massima serie. In Sicilia resta due stagioni, fino al fallimento della società giallorossa: passa quindi alla Salernitana di Lombardi, alla corte ancora una volta di Castori.</p>
<p><span id="more-3196"></span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2123" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/Sommese-Pestrin-300x200.jpg" alt="Pestrin" width="300" height="200" />Pestrin è un centrocampista duttile molto forte dal punto di vista fisico, dotato di ottime capacità di interdizione e grande aggressività tattica. Predilige giocare da centrale in un centrocampo a due, o da interno in un centrocampo a tre, anche se spesso viene utilizzato come regista arretrato.</p>
<p>L&#8217;inizio di campionato di Pestrin è stato purtroppo molto sottotono, come quello della Salernitana in generale. Ma forse Pestrin più di tutti ha subito dal punto di vista psicologico questo tracollo iniziale, e così le sue prestazioni sono state altalenanti, ma quasi mai all&#8217;altezza delle sue qualità. Nonostante il goal con il Crotone, siglato dopo alcuni minuti dalla sua entrata in campo, la stagione di Pestrin fin qui disputata forse è una delle peggiori della sua intera carriera. Contestato dai tifosi in più di un&#8217;occasione, viste anche le sue liti fuori dal campo, Pestrin deve rimettersi in gioco, per riconquistare la piazza e soprattutto il posto da titolare in squadra, che con l&#8217;avvento di Cari prima e Grassadonia poi, ha perso a vantaggio di Montervino e Jadid.</p>
<p>Per salvarsi la Salernitana ha bisogno anche del miglior Pestrin, di quello capace di fare la differenza in una categoria come la Serie B. La speranza di tutti è quella di vedere il &#8220;Bruce Lee&#8221; dei tempi di Cesena, come era stato soprannominato per le sue doti di gladiatore in mezzo al campo. A Grosseto sarà una battaglia e il gladiatore dovrà essere pronto a dare il suo contributo alla causa granata.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Luca Fusco</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rubrica Focus On questa settimana si occuperà del capitano granata Luca Fusco. Fusco non ha certo bisogno di presentazioni, dato che rappresenta un&#8217;icona vivente del calcio salernitano. Difensore classe 1977, Luca è un salernitano doc, del quartiere di Mariconda, cresciuto nelle giovanili granata. Fratello di Vincenzo Fusco, altro giocatore della Salernitana anche se attualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2988" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/Fusco-214x300.jpg" alt="Fusco" width="214" height="300" />La rubrica Focus On questa settimana si occuperà del capitano granata Luca Fusco. Fusco non ha certo bisogno di presentazioni, dato che rappresenta un&#8217;icona vivente del calcio salernitano. Difensore classe 1977, Luca è un salernitano doc, del quartiere di Mariconda, cresciuto nelle giovanili granata. Fratello di Vincenzo Fusco, altro giocatore della Salernitana anche se attualmente fuori rosa, Luca dopo essere entrato nel 1995 nel giro della prima squadra, ha disputato il suo primo campionato da professionista l&#8217;anno seguente, nella Cavese, stagione 1996/1997. Ritornato a Salerno disputò ben 6 stagioni da protagonista, conquistando anche la promozione in massima serie.</p>
<p>Nell&#8217;estate del 2003 passa al Messina, dove rimane per due stagioni e mezzo, prima di andare in prestito al Genoa. L&#8217;anno seguente veste la maglia del Crotone, dal quale si svincola per ritornare in granata, sotto la gestione Lombardi. E&#8217; l&#8217;anno 2007/2008 e Fabiani lo riporta a Salerno, insieme con Arturo Di Napoli, grande amico ai tempi del Messina. E&#8217; l&#8217;anno della promozione in B.</p>
<p><span id="more-3028"></span></p>
<p>Luca Fusco è un difensore agile, alto 1.82, che fa dell&#8217;esperienza e delle giocate d&#8217;anticipo i suoi punti di forza. Bravo a coordinare la difesa, è un vero leader, dentro e fuori dal campo. Capitano granata con oltre 200 gare con la Salernitana, è il settimo giocatore della storia granata con più presenze. Record questo che il capitano è pronto a battere.</p>
<p>Quest&#8217;anno ha accusato, come tutti i compagni, e in particolare quelli del reparto arretrato, la partenza disastrosa della squadra. Alcuni errori come quello a Cesena o con la Reggina sabato scorso, hanno messo in cattiva luce il centrale granata, che già da sabato a Padova vorrà riscattarsi. Il suo apporto è fondamentale per la Salernitana, specie in un momento come questo, dove la squadra ha bisogno di punti di riferimento e di una bandiera, rara ormai nel calcio di oggi.</p>
<p>Insomma Luca è pronto a rimettersi in gioco e l&#8217;affiatamento con i compagni di reparto sta crescendo pian piano. A Padova lo attende una vera e propria battaglia, e lui, da capitano coraggioso, è pronto a guidare i suoi verso l&#8217;obiettivo salvezza.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Ciro Polito</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rubrica Focus on si occuperà questa settimana del portierone granata Ciro Polito. L&#8217;estremo difensore napoletano, classe 1979, è cresciuto nelle giovanili granata, nelle quali ha militato fino all&#8217;età di 19 anni. Ciro Polito ha vissuto una lunga gavetta prima di approdare nel calcio che conta: lasciate le giovanili granata nel 1998, ha girovagato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/gallery/salernitana-crotone/salernitana-crotone_dsc_1553.jpg" alt="salernitana-crotone_dsc_1553" width="279" height="186" />La rubrica Focus on si occuperà questa settimana del portierone granata Ciro Polito. L&#8217;estremo difensore napoletano, classe 1979, è cresciuto nelle giovanili granata, nelle quali ha militato fino all&#8217;età di 19 anni. Ciro Polito ha vissuto una lunga gavetta prima di approdare nel calcio che conta: lasciate le giovanili granata nel 1998, ha girovagato per numerose squadre di serie C2 e C1, come Rimini, Lucchese, Mantova, Avellino (per due stagioni), Pistoiese e Acireale, prima di approdare al Catania in serie B.</p>
<p>In Sicilia Polito non ha avuto molta fortuna, giocando poco nelle prime due stagioni, prima di andare in prestito al Pescara in serie B nel gennaio 2007. La buona stagione in riva all&#8217;Adriatico gli valse la riconferma a Catania, questa volta da titolare in Serie A nel 2007-2008 dove riuscì a spuntarla su Bizzarri, disputando ben 31 gare sulle 38 a disposizione. L&#8217;anno seguente, con l&#8217;arrivo di Zenga sulla panchina catanese, non trovò spazio e gli fu preferito proprio il portiere argentino; a gennaio così andò in prestito al Grosseto dove ritrovò continuità. Svincolatosi dal Catania, Ciro Polito ha abbracciato la causa granata, felice di ritornare nella città che lo ha cresciuto calcisticamente.</p>
<p><span id="more-2893"></span></p>
<p>Finora Polito è stato tra i migliori della compagine granata, nonostante l&#8217;avvio disastroso in campionato. Unico neo sulla prima parte della stagione disputata dal portiere partenopeo è l&#8217;errore contro il Cittadella in casa due domenica fa, che permise al Cittadella di pareggiare. Ma quel neo è stato subito cancellato dalle ottime parate effettuate nel corso dello stesso match, e in quelli successivi, come contro il Crotone, dove ha sfoggiato tutta la sua reattività su un paio di colpi di testa ravvicinati.</p>
<p>Molto agile e forte tecnicamente, Polito tra i pali è davvero imbattibile; un pò meno sulle uscite dove spesso ovvia con respinte di pugno a situazioni pericolose. Ma sono la grinta e la rabbia agonistica i punti di forza del portierone granata, che è entrato subito nel cuore dei tifosi. Polito ci mette il cuore in campo e  i tifosi questo lo sanno, al punto da dedicargli cori del tipo &#8220;<em>uno di noi, Polito uno di noi</em>&#8220;.</p>
<p>A Reggio Polito se la vedrà con Brienza e Bonazzoli, due clienti non facilissimi da domare, ma il numero uno granata non ha paura ed è pronto alla sfida, dalla quale vorrà uscirà sicuramente vincitore, come sperano tifosi e addetti ai lavori.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Mariano Stendardo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rubrica Focus on questa settimana si occuperà di Mariano Stendardo. Il calciatore napoletano classe 1983, fratello di Guglielmo, ex calciatore della Salernitana ed ora in forza alla Lazio, è arrivato alla Salernitana durante il mercato estivo, dopo una stagione positiva nelle fila del Grosseto. Di proprietà del Genoa, Stendardo è arrivato alla corte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1214" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2009/08/stendardo-300x168.jpg" alt="stendardo" width="300" height="168" />La rubrica Focus on questa settimana si occuperà di Mariano Stendardo. Il calciatore napoletano classe 1983, fratello di Guglielmo, ex calciatore della Salernitana ed ora in forza alla Lazio, è arrivato alla Salernitana durante il mercato estivo, dopo una stagione positiva nelle fila del Grosseto. Di proprietà del Genoa, Stendardo è arrivato alla corte di Lombardi con la formula del prestito.</p>
<p>Partito inizialmente titolare negli schemi di mister Brini, in coppia con Fusco e con il greco Kyriazis dirottato sulla destra, Stendardo è stato poi accantonato, per via dello spostamento di Galasso sull&#8217;out difensivo, e del conseguente accentramento di Kyriazis. Difensore roccioso e molto forte fisicamente, dall&#8217;alto del suo 1.89, Mariano Stendardo fa del gioco aereo il suo punto di forza. Bravo nella marcatura ad uomo, il centrale nato a Napoli va un pò in difficoltà sulle marcature a zona, specie se si tratta di attaccanti rapidi e sguscianti. Tra infortuni vai, squalifiche e cambi di modulo e di allenatore, nelle ultime gare Stendardo è stato schierato titolare con una certa continuità, mostrando sempre il massimo impegno in campo e fuori.</p>
<p><span id="more-2765"></span></p>
<p>Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Napoli, esordisce nel 2001 proprio con la maglia partenopea in serie B. Dopo poche presenze racimolate, inizia il suo girovagare tra squadre di diversa categoria, passando dalla C2 con il Bellaria alla C1 con il Taranto, e perfino in serie A con Lecce e Atalanta, senza mai trovare il posto da titolare. Fu proprio però la stagione in C2 con il Bellaria, nel 2005/2006 a rilanciare il difensore napoletano, che collezionò 32 presenze e ben 5 reti. L&#8217;anno dopo a Cremona si ripete, con 32 presenze ed altre 5 reti, davvero niente male per un difensore. Finalmente ritorna in B, e lo fa nel Messina, dove gioca da titolare per 35 volte, segnando altre 2 reti. Il fallimento della società lo libera e viene rilevato dal Genoa, che lo cede al Grosseto nella scorsa stagione, dove disputa 32 presenze, senza andare mai a segno.</p>
<p>Finora con la maglia granata non è ancora andato a segno, ma i tifosi ricorderanno quella punizione contro il Napoli in Coppa Italia al San Paolo, quando il suo tiro colpì entrambi i pali, sorvolando la linea di porta, prima dell&#8217;intervento di De Sanctis. La punizione di potenza è infatti una dei suoi punti di forza: finora ne ha provata un paio in maglia granata, andando spesso vicino alla marcatura.</p>
<p>Con il Crotone, anche se non dovrebbe partire titolare visto il rientro di Fusco e Kyriazis, potrebbe essere la volta buona. La Salernitana di questi tempi ha anche bisogno dei suoi colpi.</p>
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		<title>Focus on&#8230; Francesco Caputo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 12:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sarrocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana la rubrica Focus On si occuperà di Francesco Caputo. L&#8217;attaccante granata, il cui cartellino è di proprietà del Bari, arrivò in prestito ad inizio mercato proprio dai cugini baresi, al termine di una ottima stagione per lui.  Sin da subito Caputo ha messo in mostra le sue evidenti doti tecniche, che hanno fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1492" src="http://solosalerno.it/sito/wp-content/uploads/2009/09/Caputo-300x199.jpg" alt="Caputo" width="300" height="199" />Questa settimana la rubrica Focus On si occuperà di Francesco Caputo. L&#8217;attaccante granata, il cui cartellino è di proprietà del Bari, arrivò in prestito ad inizio mercato proprio dai cugini baresi, al termine di una ottima stagione per lui.  Sin da subito Caputo ha messo in mostra le sue evidenti doti tecniche, che hanno fatto ben sperare tifosi e addetti ai lavori. Rapidità, dribling, buon piede: sono queste le doti dell&#8217;attaccante classe 1987. Molto positivo quindi il precampionato per, nel quale  ha instaurato un ottimo feeling con il fantasista Roberto Merino. Purtroppo però l&#8217;infortunio di Merino, che ha pregiudicato non poco l&#8217;inizio campionato dalle squadra granata, ha influito anche sulla partenza del bomber barese.</p>
<p>Francesco Caputo è cresciuto nelle giovanili del Bari. Il suo primo campionato da professionista lo ha disputato nel Noicattaro, squadra di serie C2, nel quale disputò 29 presenze e ben 11 reti. L&#8217;anno seguente, la stagione 2008/2009 fu richiamato dal Bari, dove disputò un ottimo campionato. Pur non giocando quasi mai da inizio partita, Caputo collezionò 28 presenze e 10 reti, mettendosi in mostra soprattutto nel match casalingo contro il Grosseto, nel quale siglò una tripletta memorabile. Al termie della stagione, considerato ancora troppo acerbo per palcoscenici come la serie A, Acri, in accordo con Perinetti, lo porta alla corte di Lombardi.</p>
<p><span id="more-2608"></span></p>
<p>Provato dall&#8217;inizio come vertice avanzato del 4-2-3-1, Caputo ha riscontrato non poche difficoltà, in quanto per natura  e per caratteristiche tecniche, ha sempre giocato da seconda punta, o da esterno di attacco. Ma proprio grazie all&#8217;intesa maturata con Merino le cose sembravano andare bene. Dopo l&#8217;infortunio del fantasista però mister Brini ha insistito sullo stesso modulo, ma per Caputo non era la stessa cosa, in quanto abituato a rapidi 1-2 con Merino, ha dovuto cambiare il modo di giocare. E cosi l&#8217;attaccante barese si è trovato spesso in difficoltà durante i match fin qui disputati. Chiuso dai centrali difensivi avversari, Caputo ha sempre stentato a trovare spazio nelle maglie nemiche, proprio perchè abituato a partire dall&#8217;esterno e non da posizione centrale.</p>
<p>Nonostante questo Caputo si è sempre impegnato in ogni match, peccando talvota di egoismo con azioni insistite palla al piede. Tuttavia l&#8217;inizio campionato può essere considerato a corrente alternata per l&#8217;attaccante di Altumura, che dopo esser andato a segno al debutto all&#8217;Arechi con il Benevento in Coppa Italia su calcio di rigore, si è ripetutto al debutto in campionato, nella sconfitta per 2 a 1 per opera del Frosinone. Servito da Ferraro in verticale, Caputo si è infilato nella retroguardia avversaria, non lasciando scampo poi al portiere laziale. Da quel match in poi Caputo si è spento pian piano, fino ad arrivare alle ultime prestazioni assai deludenti. Dalla gara di Trieste, nella quale sbagliò il calcio di rigore nel primo tempo, Caputo ha infilato una serie di gare un pò anonime, o quantomeno al di sotto sicuramente delle sue possibilità. Solo con il cambio di modulo, nel secondo tempo del match con l&#8217;Ascoli e domenica sera con il Cittadella, Caputo sembra aver trovato nuova linfa. Accanto a Fava infatti Caputo sembra godere di maggiori spazi, utili per i suoi inserimenti in velocità. Mister Cari sembra aver capito questa necessità: ora tocca a ciccio dimostrare tutto il suo valore, in campo e fuori. Le sorti della Salernitana dipendono anche dalle sue prestazioni e dai suoi goal, e questo Caputo lo sa.</p>
<p>Venerdì sera a Lecce per la Salernitana e soprattutto per lui non sarà una gara come le altre: per un barese come lui giocare contro i cugini leccesi non è mai una gara qualunque. Potrebbe essere proprio il match del Via del mare la gara del riscatto per Caputo e per tutta la Salernitana.</p>
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