
Dino Fava foto G. Maffia
Vittoria doveva essere, vittoria è stata. La Salernitana recupera parzialmente il passo falso interno contro il Lumezzane espugnando meritatamente il campo “Druso” di Bolzano con una prestazione gagliarda. Gli uomini di Breda hanno sofferto il giusto ma hanno peccato di inesperienza e presunzione sciupando ripetutamente il raddoppio che avrebbe messo in ghiaccio la gara. Quelli conquistati sono tre punti fondamentali per il prosieguo del campionato: un ulteriore stop avrebbe già compromesso la posizione di Breda, finito nel mirino della critica per la gestione dei cambi in queste prime due uscite stagionali. Bene la spina dorsale del campo, da rivedere le corsie esterne. Il trainer trevigiano avrà molto da lavorare in settimana per correggere alcuni atteggiamenti un pò troppo leziosi da parte dei laterali d’attacco. Tanto lavoro attende anche il preparatore atletico: la Salernitana ha iniziato la stagione in considerevole ritardo rispetto agli avversari, causa del puntuale crollo fisico nei secondi 45 minuti di gioco.
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Lorand Szatmari tra i migliori in campo (Foto Maffia ©)
Brusco ed imprevisto stop casalingo per la Salernitana di Roberto Breda. I granata partono bene ma nella ripresa si sciolgono come neve al sole, anche a causa di una condizione fisica apparsa ancora deficitaria in diversi elementi. Eppure la Salernitana era partita bene, mostrando diligenza tattica e buone individualità nella prima frazione di gioco, Szatmari su tutti. L’ungherese è stato il faro di una manovra ancora lenta e farraginosa e appena si è spento, complice uno stato di forma non ancora ottimale, è calato il buio in campo. Gli ospiti ne hanno approfittato sfruttando l’unica indecisione della retroguardia granata. Un film già visto tante, troppe volte lo scorso campionato: i “reduci” si affrettano a sgombrare il campo da illazioni affermando che la retrocessione appartiene al passato ma è lecito avere quantomeno il sospetto che in diversi elementi, a livello psicologico, possano inconsciamente tornare in mente gli spettri dell’ultima, indecorosa, annata.
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Marcello Falzerano foto G. Maffia
Riprende il campionato e torna, puntuale, la nostra rubrica di approfondimento sulle prestazioni degli elementi messisi particolarmente in luce, in senso positivo e negativo, nell’ultimo turno di campionato della Salernitana. Certo “bocciare” qualcuno dopo una sola gara disputata potrebbe risultare ingeneroso se non si trattasse di un’analisi riferita esclusivamente a quanto visto in campo nell’arco dei primi 90 minuti di gioco. Prestazione tutto sommato positiva dei ragazzi di Breda che, nonostante il sintetico, il gran caldo ed il ritardo di condizione fisica sono riusciti a tenere testa agli avversari per gran parte del match. Sugli scudi in particolare il tridente a supporto dell’ariete Fava, una vera e propria spina nel fianco della statica difesa costiera.
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Non ce l’ha fatta nemmeno stavolta la Salernitana a dare una soddisfazione ai propri tifosi. C’era la memoria di un grande uomo da onorare, missione manco a dirlo fallita. In campo è giunta l’ennesima sconfitta di questa vergognosa stagione, con annessa rimonta subita. Un dejà-vu, insomma.
ANDREA TRICARICO quella bomba dalla distanza al culmine di una travolgente discesa palla al piede avrebbe meritato miglior sorte. Sempre affidabile, è un elemento dal quale si può ripartire la prossima stagione: ha sposato in pieno la causa ed è sempre pronto a dare tutto in campo. Prossimo capitano?
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Ciccio Caputo foto G. Maffia
Il dado è tratto. L’agonia iniziata il 21 Agosto scorso ha concluso il suo naturale percorso con l’ufficializzazione dell’aritmetica retrocessione della Salernitana in Lega Pro. E per un triste scherzo del destino, ciò è avvenuto nel giorno in cui Salerno si è stretta nel dolore e nel pianto per la perdita dell’indimenticabile Siberiano, figura genuina di un tifo che non c’è più. Nel giro di poche ore i tifosi granata salutano la Serie B e colui che per anni è stato guida e punto di riferimento carismatico per centinaia di giovani, capaci di trovare nella Salernitana un momento di sana aggregazione e sfoggiare l’orgoglio ed il senso di appartenenza alla città di Salerno.
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Rino Iuliano foto G. Maffia
Il pari a reti bianche conquistato dalla Salernitana contro il Padova, oltre ad inguaiare pesantemente gli uomini di Nello Di Costanzo, ha prodotto l’unico effetto di rimandare per altri pochi giorni l’appuntamento con la retrocessione aritmetica. I granata, pur senza strafare, sono scesi in campo con piglio totalmente diverso rispetto alla disfatta senza appello della settimana precedente contro la Reggina. Non sono mancate le occasioni da ambo le parti, sciupate dall’imprecisione degli attaccanti ma soprattutto dalla giornata di grazia di entrambi i portieri.
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Jadid foto G. Maffia
Sconfitta doveva essere, sconfitta è stata. La Salernitana perde la ventunesima partita di questa catastrofica stagione con la stessa naturalezza con la quale un dipendente d’azienda si appresta a timbrare il cartellino ogni mattina prima di recarsi a lavoro. Squallida, svuotata anche delle motivazioni che il pur controverso Grassadonia aveva saputo sempre trasmettere, i granata, guidati dall’ignavo Ersilio Cerone, non oppongono la benchè minima resistenza all’avversario, lasciando campo libero alle folate degli avanti amaranto. Unica nota lieta dell’incontro il ritorno all’Arechi di Roberto Breda e Giacomo Tedesco, splendidi protagonisti della storia recente granata.
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Francesco Cozza foto G. Maffia
In un Arechi semi-deserto, tra l’indifferenza generale ed il lassismo di una città sempre più disinteressata alle sorti di quella che un tempo era il vanto, il fiore all’occhiello nonché la principale (se non l’unica) occasione di creare aggregazione, il match contro i salentini descrive perfettamente l’andazzo di questa sciagurata stagione. La Salernitana domina la capolista, costruisce palle gol a ripetizione ma puntualmente alla prima distrazione viene cinicamente castigata dagli avversari. Ancora una volta i granata rimediano una sconfitta contro una squadra che, malgrado il primato, risulta tutt’altro che imbattibile, ennesima dimostrazione del livello mediocre di un campionato cadetto che, e sarebbe bastato molto poco, avrebbe potuto vedere i granata in ben altre posizioni di classifica.
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Ciro Polito foto G. Maffia
Quasi nessuno se n’è accorto, ma in una giornata funesta per i colori granata, è andato in scena anche un match di calcio. Squallido, inutile, insignificante, come tutti quelli che da qui a Maggio la Salernitana dovrà gioco forza disputare. Verrebbe voglia di mollare tutto, di chiedere di ritirare la squadra dal campionato. Ciò, purtroppo, non avverrà. Ed allora utilizziamo questo lasso di tempo per capire, analizzare e tenere ben impressi in mente tutti gli sfracelli commessi in quest’assurda stagione.
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Francesco Montervino foto G. Maffia
Abulica, senza idee, la brutta copia di quella che nelle ultime uscite, pur tra alti e bassi, aveva fatto discretamente bene; la Salernitana non va oltre uno scialbo quanto inutile pari a reti bianche. Il Cesena, d’altro canto, non ha fatto nulla di trascendentale pur avendo la possibilità, incamerando tre punti, di agganciare la vetta della classifica. Insomma, l’ennesima conferma dell’equilibrio e del livello molto basso di questo campionato, che acuisce ulteriormente il rammarico per la disastrosa stagione disputata dai granata. Quasi tutti gli elementi in campo si sono resi protagonisti di una gara sottotono: è evidente come anche il gruppo ormai abbia abbandonato qualsiasi velleità di salvezza. Prosegue quindi la lenta agonia che porterà la Salernitana a salutare la cadetteria.
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