Questa settimana approfondiamo la conoscenza di Pasquale Schiattarella, nato a Mugnano in provincia di Napoli il 30 maggio 1987.
Schiattarella, alto 178 cm per un peso di 68 Kg, è un esterno di centrocampo, ma può essere impiegato anche come terzino, e fa della rapidità e delle indiscusse qualità tecniche le sue armi migliori.
Cresciuto nelle giovanili della Torino, il giovane napoletano, si trova coinvolto suo malgrado nel fallimento della squadra piemontese, a causa del quale resta svincolato. A quel punto Marotta, direttore sportivo della Sampdoria, ne approfitta e lo porta nelle giovanili della squadra blucerchiata, dove però Schiattarella resta solo per una stagione. Infatti grazie alla volontà di Comi e Pigino, responsabili del settore giovanile del Torino, Schiattarella torna in granata, dove però resta ai margini della prima squadra. Finalmente nella stagione 2007-2008 arriva il momento dell’esordio tra i professionisti; è l’Ancona a credere nelle doti del centrocampista partenopeo, prelevandolo in comproprietà. In serie C Schiattarella riesce a ritagliarsi uno spazio, tanto da scendere in campo in 14 occasioni firmando anche un gol e contribuendo alla promozione dei marchigiani in serie B.
L’anno seguente, Ancona e Torino rinnovano la comproprietà del calciatore, che resta ancora tra le fila dei dorici, con i quali gioca ben 22 partte senza però mettere a segno nessun gol. La situazione contrattuale di Schiattarella si definisce nell’ultimo mercato estivo, quando l’Ancona riscatta alle buste il giocatore che dunque resta nelle Marche per la terza stagione consecutiva, ritagliandosi un ruolo da protagonista in una squadra che sta sorprendendo tutti ed è in piena lotta per conquistare un posto in zona playoff. Finora sono 27 le presenze in campionato, condite da 5 reti, tra le quali il meraviglioso gol firmato all’Olimpico di Torino, contro la sua ex squadra,con un tiro da centrocampo che ha beffato il portiere Sereni.
Considerata la giovane età, Schiattarella ha tutte le possibilità di coronare il suo sogno di giocare un giorno in massima serie con la maglia del Napoli, squadra di cui è tifoso fin da bambino.
Questa settimana nel nostro spazio dedicato ai giovani talenti del campionato cadetto ci occupiamo di Andrea De Falco, centrocampista nato il 19 giugno 1986 ad Ancona.
De Falco è un giocatore completo, dotato sia della tecnica necessaria per far girare la squadra, sia del fisico adatto a rincorrere gli avversari ed a recuperare palloni. Alto 179 cm per 71 Kg, è cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città, dove ha avuto modo di esordire tra i professionisti nel campionato di serie A 2003-2004, concluso con 7 presenze all’attivo ma macchiato dal fallimento dell’Ancona, in seguito al quale resta svincolato.
La stagione seguente arriva il passaggio al Pisa in serie C: qui De Falco scende in campo in sette occasioni fino a gennaio, prima di essere notato ed acquistato dalla Fiorentina; coi viola però il centrocampista non giocherà mai, nè nel finale del campionato 2004-2005, nè in quello 2005-2006.
Terminata la parentesi in Toscana De Falco passa al Pescara, in serie B, realizzando due reti in 25 partite. Il buon campionato fra i cadetti fa si che sul centrocampista si concentrino le attenzioni di diversi club; alla fine è il Chievo ad acquistarne il cartellino in comproprietà col Taranto, società nella quale il mediano marchigiano viene mandato a fare esperienza. Proprio con i pugliesi De Falco collezionerà 29 presenze in serie C, risultando uno dei migliori giocatori del campionato di terza serie.
In estate il Chievo riscatta l’altra metà del cartellino e gira in prestito il calciatore all’Ancona. Il ritorno nella sua città è motivo di grande soddisfazione per De Falco, che da un grande contributo alla salvezza dei marchigiani con le sue tre reti in 35 presenze. Nell’ultima sessione estiva di mercato l’Ancona tenta in tutti i modi di riottenere il prestito del centrocampista ed alla fine ci riesce; mai scelta si è rilevata più giusta, visto che De Falco sta confermando quanto di buono fatto nella precedente stagione, con la differenza che stavolta il suo contributo di due gol nelle 26 partite finora giocate sta permettendo addirittura ai marchigiani di disputare un campionato di vertice, contro ogni pronostico della vigilia. In coppia con Catinali forma una delle coppie di mediani più forti, affiatate e complete della cadetteria. Corsa, geometrie, grinta, pressing ed aggressività sono le doti che, partita dopo partita, i due mediani mettono puntualmente al servizio dei compagni. Considerata la giovane età di de Falco e la sua costante crescita, è facile prevedere che per lui le porte della serie A si apriranno presto, magari già nella prossima stagione con la maglia della squadra proprietaria del suo cartellino.
Dopo oltre quaranta giorni ritorna alla vittoria la Salernitana, e lo fa con una grande prestazione, contro una delle big del campionato. L’Ancona di Salvioni infatti, terza della classe, è stata letteralmente travolta dall’undici granata, trascinati da un super Merino. Ma passiamo ad analizzare la formazione schierata dal duo tecnico Cerone-Grassadonia.
Il reparto difensivo visto all’opera a Frosinone è stato riconfermato in blocco, e come allora, i protagonisti hanno ripetuto le buone prestazioni disputate in terra ciociara. Balestri è sempre più padrone dell’out sinistro mentre Kyriazis sembra crescere dal punto di vista propositivo e offensivo. Stendardo, nonostante le contestazioni e i malumori manifestati è sempre più leader del reparto difensivo, e ha trovato in Peccarisi una spalla ideale. Proprio l’ex riminese, accantonato forse troppo precipitosamente e per troppo tempo, sembra essere ritornato quello delle stagioni romagnole, quando fu definito come uno dei migliori centrali della categoria. Puntuale negli anticipi e preciso nelle chiusure, Peccarisi insieme a Stendardo offre le maggiori garanzie in questo periodo, sia sul gioco aereo che palla a terra. Riuscisse ad evitare qualche svarione di troppo in fase di disimpegno, sarebbe il massimo.
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Roberto Merino Ramirez foto G.Maffia
Una Salernitana cattiva, determinata, aggressiva sfodera una prestazione finalmente convincente riuscendo a guadagnare la terza vittoria stagionale ai danni di un’Ancona che esce dall’Arechi con le ossa rotte. I granata riescono a ricompattarsi malgrado le dichiarazioni controverse rilasciate in settimana da alcuni elementi dell’organico, dominando dal 1° al 90° minuto di gioco. Alcune prestazioni decisamente sopra le righe (è il caso di Merino e Montervino) lasciano ben sperare per il futuro nonostante la classifica continui ad essere impietosa ed a lasciare poco spazio alle illusioni. L’equilibrio che regna sovrano nel campionato cadetto (non è un caso che due delle tre vittorie conquistate dalla Salernitana siano state contro compagini di alta classifica) ed un filotto di risultati positivi (tutto da costruire) potrebbero ancora aprire clamorosi scenari.
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Ersilio Cerone foto G. Maffia
La bella e sonante vittoria conquistata ai danni dell’Ancona ha fatto ritrovare la parola alla truppa granata che ha interrotto il silenzio stampa stabilito in settimana dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni di Montervino e Stendardo. Soddisfazione per i tre punti ottenuti ma consapevolezza che per rientrare in corsa c’è ancora tantissima strada da fare. Così il mister granata Ersilio Cerone: “Dal punto di vista tecnico, il fatto che siamo riusciti a battere squadre come Empoli ed Ancona è il segnale che possiamo uscire da questa difficile situazione. La vittoria di oggi non è un episodio: la squadra lavora bene e non è inferiore alle altre, nonostante la classifica dica questo. Oggi era veramente l’ultima spiaggia, dovevamo per forza vincere e nel gruppo è scattata questa molla. Abbiamo commesso pochissimi errori rispetto alle altre volte, per cui a maggior ragione dopo la prova di oggi continuiamo a crederci. Il mercato? E’ già arrivato Dionisi, sui cui molti avevano titubanze ed oggi ha realizzato una doppietta ed ha dimostrato che può disputare questa categoria. Il d.s. sta provvedendo: questa rosa, stranamente visto l’ultimo posto, ha grande mercato ma può essere migliorata, anche se non è facile gestire i tanti rifiuti che arrivano per la cattiva posizione di classifica. Tuttavia, sicuramente arriverà qualcosa”.
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Il primo gol di Federico Dionisi Foto Giuseppe Maffia
Dopo oltre un mese di astinenza, la Salernitana torna alla vittoria, e lo fa con un netto 3 a 0 ai danni della terza della classe, l’Ancona di mister Salvioni. Grande prova dell’undici granata che ha dominato l’intero incontro grazie alle prestazioni superlative di Montervino, Merino e della new entry Dionisi, autore di una splendida doppietta in poco più di quindici minuti di gara disputati. Ora ad attendere la squadra del patron Lombardi ci sarà la doppia trasferta di Modena, contro la squadra giallo-blu e contro il Sassuolo, nel recupero previsto della gara non disputata a Dicembre.
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Grassadonia e Cerone foto G. Maffia
Rifinitura, manco a dirlo, a porte chiuse per la Salernitana al Dirceu di Eboli. I granata hanno proseguito l’isolamento per cercare la massima concentrazione in vista del match contro l’Ancona. I dorici sono lanciatissimi verso le zone nobili della classifica e possono contare su un potenziale offensivo a dir poco invidiabile. La truppa agli ordini di Grassadonia e Cerone, manco a dirlo, affronterà questa gara in una situazione di piena emergenza. Vincenzo Pepe è squalificato, Cozza, Jadid, Fusco e Bastrini sono infortunati. Non è stato convocato Galasso: segnale inequivocabile di un ormai sempre più imminente addio. Aggregati (malgrado le invettive della scorsa settimana) anche Statella e Millesi. Prima chiamata per il giovane Andrea Pippa. Il terzino agropolese, fermo da svariati mesi per un infortunio rimediato con la maglia della nazionale alle Universiadi, è finalmente guarito. Subito convocato anche il neo-acquisto Federico Dionisi, che ha scelto la maglia numero 8, lasciata libera da Pestrin. L’ex livornese si è detto in buona forma ed ha promesso massimo impegno. Possibile un suo impiego dal primo minuto, magari in coppia con Fava che ha smaltito i postumi del virus influenzale. Solo panchina, quindi, per i prossimi partenti Caputo e Ferraro. Dietro le punte dovrebbe finalmente trovare spazio dall’inizio Roberto Merino. Il trequartista peruviano, a detta di Cerone, è in “netta ripresa” e “molto motivato”. A fare legna a centrocampo ci sarà un terzetto composto da Montervino, Tricarico e Soligo. Scontata la composizione del pacchetto arretrato. Confermato l’assetto che non è dispiaciuto a Frosinone, con Kyriazis e Balestri sulla fasce e Peccarisi e Stendardo al centro della difesa.
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Ciampi durante Salernitana-Crotone, foto G. Maffia
Sarà il signor Maurizio Ciampi della sezione A.I.A. di Roma l’arbitro di Salernitana-Ancona in programma sabato pomeriggio allo stadio Arechi. Classe 72, nativo di Benevento, sarà coadiuvato dagli assistenti Giallatini e D’Agostini, quarto uomo Operato. 176 partite dirette in carriera in campionato, con 87 vittorie interne, 56 pareggi e 33 vittorie esterne; 47 rigori decretati, 39 espulsi. Quattro precedenti con la Salernitana, una vittoria (4-1 al Crotone dell’Ottobre 2009) e tre sconfitte (tutte nel campionato 2008/08, in casa con la Triestina, a Sassuolo e a Vicenza). Con l’Ancona due sconfitte (2-0 a Modena nel 2008/09, 2-1 a Padova quest’anno), una vittoria (2-0 al Vicenza in questa stagione) ed un pareggio (Grosseto, 1-1 nel 2008/09).

Colacone esulta dopo il gol dell'andata, foto G. Maffia
Nel calcio si dice spesso che dare continuità ad un progetto tecnico sia la base per ottenere grandi risultati senza svenarsi. La prova inconfutabile della valenza di questa teoria è senza dubbio l’Ancona di Walter Sandro Salvioni; rimasta in B lo scorso anno per il rotto della cuffia (riuscì a salvarsi solo ai play-out contro il Rimini) è da inizio stagione stabilmente nelle zone nobili della graduatoria. Sognare è lecito per la banda dorica che, sotto la guida del rinato tecnico bergamasco, sta raggiungendo risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Con un match ancora da recuperare (contro il Cittadella), l’Ancona è attualmente terza ma virtualmente potrebbe trovarsi sola in vetta. Un traguardo inaspettato alla vigilia ma concretizzatosi col tempo grazie al lavoro ed alla serietà di un gruppo capace di rimanere impassibile anche alle pur persistenti difficoltà societarie. Dimostrando professionalità ed attaccamento alla maglia non indifferenti, infatti, i calciatori, pur avendo ricevuto appena la mensilità di Settembre, non hanno mai lesinato sforzi in campo ed in allenamento. Né tantomeno sarà la scure del recente deferimento per irregolarità amministrativa a scalfire l’unità e l’orgoglio di un gruppo che giornata dopo giornata ha saputo costruire dal nulla certezza importanti. Fondamentale la conferma dello zoccolo duro della rosa; dalla cintola in su l’Ancona è squadra abbondantemente rodata e collaudata, con alcuni elementi come Catinali, De Falco e soprattutto il bomber Salvatore Mastronunzio ad ergersi a veri e propri trascinatori. Ed è proprio la “vipera” (14 centri in 21 gare) la punta di diamante di un organico umile ma combattivo; esploso tardi nel calcio che conta dopo anni di gavetta nelle serie minori, il capitano dorico è il fulcro dello scacchiere tattico ideato da Salvioni. Bravo nel gioco aereo e nella difesa della palla, pericoloso nello sfruttare gli spazi in profondità e, soprattutto, spietato sottoporta, Mastronunzio incarna l’identikit del centravanti moderno, capace di mettersi a disposizione a 360° per la squadra. Nessuna particolare alchimia tattica, quindi: Salvioni schiera un 4-4-2 classico, quasi scolastico, con l’incessante lavoro degli esterni Surraco e Miramontes, fondamentali nel garantire palloni giocabili alle punte ed assicurare adeguata copertura in fase di non possesso palla. Importantissimo il compito dei due mediani Catinali e De Falco, ottimi piedi e grandi polmoni, dalle cui geometrie si sviluppa la manovra offensiva dei marchigiani.
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