Il prossimo avversario: il Lumezzane

fonte sito ufficiale Lumezzane

Per la diciassettesima volta nella sua storia, ai nastri di partenza del prossimo campionato di Lega Pro figura il Lumezzane, compagine che rappresenta una piccola cittadina di 24.000 abitanti in provincia di Brescia. Reduce da una stagione tutto sommato positiva (play-off sfumati in extremis e primo storico trofeo raggiunto con la vittoria della Coppa Italia di Lega Pro), la società cara all’imprenditore lumezzanese Renzo Cavagna ha notevolmente ridimensionato i programmi, operando un drastico taglio dei costi. Nonostante la partenza dei due gioielli Pintori (al Benevento) e Scaglia (al Brescia) il patron lombardo si è detto sicuro di poter raggiungere i play-off. Salutato dopo tre anni il tecnico Leonardo Menichini (storico vice di Carletto Mazzone), “promosso” in B alla guida del Crotone, lo staff dirigenziale ha deciso di affidare la panchina all’esordiente Davide Nicola, fresco di spogliatoio per aver appeso le scarpette al chiodo al termine della passata stagione disputata proprio con la maglia dei rossoblu. All’ex terzino del Genoa è stato affidato un manipolo di giovanotti da far crescere senza particolari pressioni con l’ausilio di qualche elemento più “esperto”. Lumezzane è piazza particolarmente tranquilla, dove è possibile lavorare serenamente al riparo da polemiche e clamori. Basta pensare che all’esordio stagionale contro il Pavia, “ben” 320 spettatori (compresi gli ospiti) hanno assistito al primo punto guadagnato dal Lumezzane al termine del match contro il Pavia, riuscito anche a passare in vantaggio. Inizio di certo non è stato: il Lume ha “ballato” in difesa in più di un’occasione, mancando ancora i giusti automatismi tra i reparti.


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Il prossimo avversario: il Sorrento

Gianni Simonelli foto SoloSorrento.it

Finalmente si parte. Basta chiacchiere, è tempo di fare sul serio: in palio ci sono i primi tre punti stagionali e la Salernitana di Roberto Breda dovrà contenderli ad un avversario tutt’altro che agevole, il Sorrento. I rossoneri anche quest’anno sono allenati da Gianni Simonelli, tecnico che può vantare un’esperienza più che ventennale in Lega Pro. I tifosi granata non più giovanissimi lo ricorderanno sulla panchina dell’Arechi nella stagione 1991-1992, esperienza sfortunata conclusa anzitempo causa esonero. Il “professore” di Saviano ha proseguito una lunga e brillante carriera dove i risultati ottenuti non sono mai stati proporzionati alla sua bravura e sagacia tattica. Il Sorrento si presenta di nuovo ai nastri di partenza del girone A con l’obiettivo di stupire e candidarsi come una delle sorprese della stagione prossima all’avvio. L’intelaiatura di squadra è rimasta sostanzialmente immutata: i rossoneri proveranno a far leva sulla compattezza del gruppo per conquistarsi un ruolo da protagonista. La rosa a disposizione dell’ex trainer granata ha subito pochi ma importanti ritocchi; significativo l’apporto che potranno dare i tre elementi (Terra, Togni ed Erpen) giunti dopo l’esclusione dell’Arezzo con un importante blitz di mercato portato a termine dal neo d.s. Salvatore Avallone. Anche quest’ultimo è una vecchia conoscenza degli sportivi granata che hanno imparato ad apprezzare le sue doti umane e professionali nel corso dei due anni di permanenza in granata nelle vesti di team manager. La presenza della famiglia Gambardella alle spalle è sinonimo di solidità e garanzia di poter lavorare con buone risorse a disposizione. Il Sorrento non ha fatto nè farà follie ma dalla stanza dei bottoni fanno sapere che potrà arrivare qualche altro puntello a rinforzare una rosa già dignitosa.


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Sudtirol, verso il debutto in Coppa Italia

Alto Adige-Sudtirol: ieri amichevole contro la Sampdoria a Moena per i biancorossi; la squadra di Sebastiani regge per 75°, bloccando i blucerchiati sullo 0-0. Poi nel finale, Palombo e Pozzi regalano il successo agli uomini di Di Carlo. La squadra si dispone con un collaudato 4-3-3: Zomer in porta, difesa composta – da destra a sinistra – da Traorè, Cascone, Kiem e Martin. A centrocampo Andrea Burato al centro, affiancato da Furlan (a destra) e Alfredo Romano (a sinistra). Il tridente d’attacco vede Marchi centrale, Campo e Manuel Fischnaller a supporto sulle corsie laterali. Indisponibili ad oggi il capitano Brugger (risentimento muscolare ai flessori della gamba destra) i convalescenti Thomas Albanese (pubalgia) e Mirri (gli sono stati appena tolti i cinque punti di sutura alla coscia destra), Tonino Sorrentino (mal di schiena: si attendono gli esiti della risonanza magnetica), Pietro Baccolo (ancora dolorante all’occhio per la pallonata subita contro il Cesena).

Probabile formazione di domenica sera: FC Suedtirol (4-3-3): Zomer; Traorè , Cascone, Kiem, Martin; Furlan, Burato, Alfredo Romano; Campo, Marchi, Manuel Fischnaller. All. Sebastiani

Girone A di Lega Pro, conosciamo le avversarie della Salernitana

Girone nord per la Salernitana, come avvenne nel campionato di serie c1 2005/06, il primo dell’era Lombardi; Gubbio, Pagani e Sorrento saranno le trasferte più vicine per i granata, che trovano rispettivamente una piemontese (Alessandria), due venete (Hellas Verona e Bassano), ben sei lombarde (Como, Cremonese, Pergocrema, Monza, Lumezzane, Pavia), tre emiliane (Spal, Reggiana, Ravenna), più Spezia (Liguria) e Sud Tirol (Trentino).

Alessandria: i grigi si riaffacciano alla terza serie nazionale, grazie al ripescaggio. Allenatore sarà il toscano Maurizio Sarri, con esperienza anche in B; punti di forza della rosa i due attaccanti, Fabio Artico e Marco Martini. La società ha recentemente cambiato padrone, andando a Veltroni, ex presidente del Sansovino.


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Il prossimo avversario: il Mantova

Pellicori foto sito ufficiale QPR

Per uno strano scherzo del calendario negli ultimi tre turni di campionato è andato in scena una sorta di “triangolare” tra tre compagini accomunate da disavventure calcistiche e societarie molto simili. Stiamo parlando, ovviamente, di Salernitana, Gallipoli e Mantova, società in deficit sia nei bilanci che nei punti conquistati in graduatoria. Per i virgiliani, in particolare, sembrano lontani anni luce i tempi in cui Fabrizio Lori, (ex) munifico ed estroverso patron, spendendo in lungo ed in largo spesso e volentieri riusciva ad allestire squadre capaci di ben figurare nel campionato cadetto. Il presidente con il look da rock-star attraversa un periodo di crisi a 360° che interessa in primis l’azienda di famiglia e, di conseguenza, si ripercuote sulla società biancorossa. Gli stipendi latitano da Ottobre ed i calciatori, costretti addirittura a tassarsi per non far cessare le attività del settore giovanile, a corto di liquidi, stanno preparando la messa in mora. D’altro canto Lori, accerchiato dai debitori, si è detto pronto e disponibile a farsi da parte, non con dichiarazioni di facciata (ogni riferimento è puramente casuale) ma con i fatti, mettendo la società in vendita alla cifra simbolica di un Euro. Provocazioni a parte, appare evidente come il patron virgiliano cerchi uno o più imprenditori disposti a ripianare i debiti esistenti, senza richiedere sontuose buonuscite.


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Il prossimo avversario: il Gallipoli

Era davvero impresa difficile, quasi impossibile, ma c’è qualcuno che, dal punto di vista societario, è riuscito addirittura a far peggio della Salernitana. Stiamo parlando del Gallipoli, compagine ove quest’anno è successo tutto ed il contrario di tutto. Ricorderete l’estate turbolenta vissuta dai salentini, con il repentino abbandono di patron Barba a mettere in serio pericoloso l’iscrizione. Il passaggio di consegne in favore del controverso imprenditore friuliano Daniele D’Odorico ed il conseguente allestimento di una rosa dignitosa sembravano aver sistemato i problemi. Il “principe” Giannini, allenatore dalle indubbie capacità, aveva creato un piccolo miracolo tecnico: la squadra, pur senza preparazione estiva nelle gambe e con un assemblaggio piuttosto frettoloso, riusciva a dar filo da torcere a chiunque. Col passare dei mesi i problemi societari hanno gradualmente rovinato tutto: l’ex patron Barba continua tuttora a reclamare denaro che, a suo dire, D’Odorico non avrebbe mai versato; i calciatori giocano da mesi senza ricevere gli stipendi e più volte hanno denunciato uno stato di disagio davvero preoccupante. D’altro canto Giannini, resosi conto di essere stato usato come parafulmine dalla società, ha preferito rassegnare le dimissioni e portare alla luce la situazione grottesca in cui è costretto a vivere il gruppo. A completare il quadro, già tutt’altro che roseo, il recente deferimento alla Commissione Disciplinare della FIGC per inadempienze amministrative che, salvo sorprese, decreterà qualche punto di penalizzazione. D’Odorico, come se non bastasse, ha annunciato la volontà di terminare l’avventura in terra salentina, ponendo seri dubbi sulla sopravvivenza del club giallorosso. Allo stato attuale anche la partecipazione al prossimo campionato di Lega Pro è seriamente a rischio. La salvezza sul campo, malgrado la classifica ancora corta, è a dir poco un miraggio, considerando le condizioni psicologiche della squadra e la scure di una penalizzazione sempre dietro l’angolo.

Ezio Rossi, tecnico chiamato al capezzale di una squadra ormai completamente alla deriva, non è stato capace di raddrizzare una situazione ormai obiettivamente compromessa. Troppe le difficoltà quotidiane da affrontare per poter concentrarsi proficuamente sull’aspetto tecnico. Rossi in ogni caso chiede ai suoi di ottenere i primi punti della propria gestione. Diverse le assenze alle quali il trainer trevigiano dovrà far fronte: saranno ben tre, infatti, gli squalificati (Mounard, Viana e Pallante). Gli unici dubbi riguardano il reparto difensivo: restano da valutare le condizioni di Abbate, Scaglia e Grandoni. L’ex capitano della Sampdoria dovrebbe rientrare dal primo minuto e far coppia con il giovane scuola viola Tagliani al centro della retroguardia. In avanti la coppia formata dal match-winner dell’andata Di Carmine e da Artistico, fratello minore dell’indimenticato bomber granata “Ciccio”.


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Il prossimo avversario: il Grosseto

Mauro Esposito foto Giuseppe Maffia

Ci ha provato anche quest’anno patron Camilli a rovinare il giocattolo faticosamente costruito. Ha davvero dell’inspiegabile l’esonero del tecnico Gustinetti, tra i più bravi e preparati della cadetteria ma molto sfortunato nel rapporto con presidenti esigenti e focosi. Già lo scorso anno, infatti, il Grosseto allontanò il trainer bergamasco per un breve ed infruttuoso intermezzo affidato ad Ezio Rossi. Quest’anno, nonostante una classifica più che lusinghiera (i maremmani veleggiavano costantemente nelle zone nobili della graduatoria) qualcosa si è nuovamente incrinato nelle relazioni tra Gustinetti e Camilli, tanto da indurre quest’ultimo a cacciarlo. A quel punto il d.s. Iaconi, spettatore inerme della vicenda, ha virato su Maurizio Sarri, sua vecchia conoscenza find ai tempi di Pescara ed in cerca di riscatto dopo una lunga serie di esperienze fallimentari. Finora il tecnico napoletano non è riuscito a guarire la truppa dalla “pareggite”: tre spartizioni della posta ed una vittoria in quattro gare finora condotte sono bottino sufficiente ma non abbastanza per il tanto sperato salto di qualità. Malgrado quest’anno la presidenza avesse optato per il basso profilo in sede di mercato, la squadra appare anche più forte della scorsa stagione. Merito, senza ombra di dubbio, del “jolly” pescato dal d.s. Iaconi, tra i migliori della categoria, capace di rilanciare e dar fiducia ad un bomber in declino quale Mauricio Pinilla. Il cileno in Toscana sta vivendo la stagione della consacrazione, dopo anni controversi nei quali mai ha saputo rispettare le ottime referenze di inizio carriera. Una ritrovata stabilità psicologica e familiare è stata la chiave della svolta nel rendimento dell’attaccante già transitato precedentemente in Italia con le maglie di Inter e Chievo. La media realizzativa è a dir poco impressionante: 24 reti in altrettante apparizioni, un gol ogni 78 minuti di permanenza in campo. Numeri spaventosi che ben giustificano l’asta venutasi a creare intorno alla punta cilena, pronta a salutare tutti a fine stagione e tornare nella massima serie.


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Il prossimo avversario: l’Empoli

Ormai occorre un miracolo ma la stagione è già ampiamente compromessa. La posizione di classifica e, soprattutto, il disastroso rendimento fuori dalle mura amiche dei ragazzi di Campilongo (a meno di una clamorosa inversione di tendenza nelle ultime giornate) parlano chiaro. I play-off, obiettivo stagionale mai celato dalla dirigenza dell’Empoli, sono lontani anni luce. Il d.g. Pino Vitale potrà quantomeno consolarsi con la prosecuzione dell’ottimo lavoro con i tanti giovani del vivaio anche quest’anno lanciati nel calcio che conta. Eder non è una novità: il brasiliano, tecnicamente, è tra i calciatori più forti dell’intera cadetteria. La conferma su buoni livelli dei vari Bassi, Angella e Valdifiori e la scoperta di elementi come Gulan, Fabbrini e Musacci assicura alla dirigenza toscana un patrimonio tecnico notevole sul quale costruire l’intelaiatura delle prossime stagioni. Da sempre la società del patron Fabrizio Corsi è votata all’autogestione finanziaria. Si spende quello che si incassa, non un centesimo di più: scontata a fine anno la cessione del gioiellino carioca, quattrini che il d.g. Pino Vitale saprà sapientemente investire, continuando un lavoro di continua scoperta e valorizzazione di giovani talenti ormai in piedi da diversi anni. In campo, invece, qualcosa non ha funzionato, a dispetto di un potenziale tecnico non indifferente, e la classifica ne è testimone veritiera. La posizione in graduatoria non rende onore alla qualità degli elementi a disposizione di Campilongo, da cui era lecito attendersi qualcosa di meglio. Il vulcanico trainer campano non è stato capace di trasmettere ai propri uomini il carattere indomito e la combattività che da sempre caratterizzano le sue squadre. Proprio la fragilità emotiva, infatti, è alla base del disastroso rendimento lontano dal Castellani, fortino ove l’Empoli ha conquistato 38 dei 46 punti finora racimolati. Lontano dalle mura amiche, solo la Salernitana è stata capace di fare peggio dei ragazzi di Campilongo. Il pareggio a Reggio non è bastato per il tanto auspicato salto di qualità. Per rimanere agganciati al treno promozione non c’è alternativa alla conquista dei tre punti contro i granata. Il tecnico ex di Cavese ed Avellino, sempre molto motivato in occasione delle sfide contro la Salernitana, anche a dispetto del poco tempo a disposizione per preparare l’incontro ha ammonito severamente i suoi circa l’importanza della gara: vietato sbagliare, non ci sarà altro appello. Bocciati Saudati e D’Amico, rientrano Coralli e Valdifiori. Turn-over in difesa: rispetto alla trasferta calabrese nuovamente titolari Angella e Gulan.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2)


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Il prossimo avversario: il Padova

Mirko Gasparetto foto Giuseppe Maffia

La missione salvezza del Padova passa inevitabilmente per un risultato positivo all’Arechi. I veneti, pur senza tifosi al seguito (la trasferta è stata vietata ai supporters biancoscudati per ragioni di sicurezza) dovranno obbligatoriamente fare risultato a Salerno per evitare di lasciarsi staccare ulteriormente dalle dirette concorrenti, impegnati in incontri sulla carta abbordabili. Uno stimolo in più per far bene lo avrà senz’altro il mister patavino Nello Di Costanzo, più volte nel passato recente accreditato tra i papabili a sedere sulla panchina granata, possibilità in realtà mai concretizzatasi. In particolare l’ex trainer del Messina era tra i maggiori indicati alla sostituzione di Brini, prima che il clan Acri/Zavaglia gli preferisse il carneade Cari. Dopo un anno di inattività, Di Costanzo ha trovato comunque sistemazione in terra veneta per sostituire l’esonerato Sabatini. Fu proprio il match d’andata, vinto dai biancoscudati fortunosamente ed in maniera del tutto immeritata, a segnare uno spartiacque della stagione. Da allora, infatti, il Padova inanellò un’impressionante serie di risultati negativi. Patron Cestaro, deluso dal rendimento della squadra, costruita senza lesinare importanti investimenti, decise di correre ai ripari esonerando il trainer della storica promozione per dare appunto fiducia a Di Costanzo. In nove gare, il tecnico napoletano ha raccolto tre vittorie, tre pari e tre sconfitte: un ruolino in perfetto equilibrio, ancora insufficiente considerando che il Padova, allo stato attuale, sarebbe costretto alle forche caudine degli spareggi. Necessaria un’inversione di tendenza soprattutto in trasferta: il Padova, infatti, è tra le compagini che hanno racimolato il minor numero di punti lontano dalle mura amiche. L’equilibrio che, mai come quest’anno, regna sovrano in cadetteria, obbliga i veneti a cambiare marcia in trasferta, viceversa la salvezza senza passare dai play-out resterà un miraggio. Il calendario non dà una mano in tal senso: ai biancoscudati toccherà fronteggiare, di qui in avanti, quasi tutte le candidate alla promozione in massima serie.


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Il prossimo avversario: la Reggina

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Roberto Breda foto G. Maffia

Chissà quali emozioni proverà ripercorrendo il tunnel degli spogliatoi che conduce al prato verde dell’Arechi e quanti piacevoli ricordi gli affioreranno nella mente. Non un capitano, il capitano. Ovviamente ci riferiamo a Roberto Breda, totem della storia recente della Salernitana, compagine alla quale è e rimarrà legato indissolubilmente. Facile immaginare che l’ex bandiera granata sperasse in un ritorno a Salerno da avversario con credenziali totalmente diverse. La sua Reggina, squadra che gli ha permesso di esordire tra i professionisti dopo i buoni risultati guadagnati con la primavera, è penultima, invischiata fino al collo nella lotta per non retrocedere. E pensare che la compagine cara al patron Lillo Foti sperava di archiviare presto la bruciante retrocessione dello scorso anno, riprogrammando un’immediata risalita. Le premesse parevano esserci tutte, basta guardare la qualità dei nomi che compongono l’organico degli amaranto. Decisive le infelici scelte dei tecnici: nè Novellino, né Iaconi sono riusciti nell’impresa di dare un’anima ed un’identità alla squadra. Il gruppo, caratterizzato da frizioni e spaccature tra i “senatori” ed i nuovi arrivati, non è stato pungolato e motivato adeguatamente. Elementi di caratura superiore, abituati a calcare ben altri palcoscenici, hanno incontrato notevoli difficoltà di adattamento alla “giungla” del campionato cadetto, torneo nel quale agonismo, fame e motivazioni spesso e volentieri riescono a sovvertire anche notevoli gap tecnici.


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