Liberatorie, Cari non accetta riduzioni

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Marco Cari foto G. Maffia

Sembrava avviata verso una rapida ed indolore (almeno rispetto a quanto preventivato) soluzione, la questione liberatorie ha subito un brusco stop. Dei circa quaranta tesserati mancano ancora una decina di firme. Si tratta di coloro i quali non hanno accettato di rivedere al ribasso gli accordi stipulati in precedenza e pertanto dichiaratisi indisponibili ad affermare di non avere più nulla a pretendere (in riferimento alle spettanze maturate al 30 Aprile, quelle al 30 Giugno dovranno essere corrisposte entro Settembre). Ai scontati “no” di Stendardo e Caputo si sono aggiunti quelli di Dionisi e Bastrini oltre che di Marco Cari e del suo staff. Il trainer ciociaro, rimasto a Salerno per poche giornate, forse memore di quanto accaduto al collega Mutti ha rispedito al mittente le proposte giuntegli da Via San Leonardo ed ha chiesto il rispetto degli accordi pattuiti. La palla passa di nuovo alla Salernitana che, a questo punto, dovrà depositare assegni circolari per gli importi scoperti da quietanza oppure chiedere alla Lega Calcio di stornare dalla mutualità le suddette cifre, girandole direttamente ai tesserati in questione.

Antonio Lombardi sempre più “mangia-allenatori”

Il presidente della Salernitana Antonio Lombardi foto G. Maffia

Antonio Lombardi e gli allenatori: un rapporto quasi sempre difficile, almeno da quanto mostrato nei primi cinque anni di presidenza dell’imprenditore di Vallo della Lucania; finora nessun tecnico è riuscito nella titanica impresa di terminare la stagione al timone della Salernitana e c’è chi, come Fabrizio Castori, ha addirittura stabilito un piccolo record, collezionando due esoneri nella stessa stagione: praticamente non è riuscito a mangiare né il panettone né la colomba.


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UFFICIALE: esonerato Cari, squadra affidata a Gianluca Grassadonia

Gianluca Grassadonia foto Giuseppe Maffia

Gianluca Grassadonia foto Giuseppe Maffia

“Se mi sento in discussione? Assolutamente no, sono tranquillo e continuo a lavorare per la mia strada, consapevole che questa squadra non potrà che migliorare”. Queste le ultime parole da allenatore della Salernitana di Marco Cari, pronunciate in sala stampa nell’immediato post-partita della batosta subita contro la Reggina, l’ennesima dall’inizio del campionato. Dichiarazioni quasi profetiche del tecnico romano che nella notte ha ricevuto il benservito dopo un summit tra Nicola Salerno, Antonio Lombardi e Antonio Loschiavo. Niente ritiro nè fiducia a termine. Serve una scossa immediata e, col mercato di Gennaio ancora lontano anni luce, l’unica strada percorribile è il cambio di allenatore. Il tredicesimo in cinque anni, il terzo in dodici giornate; quasi un record, roba da far impallidire Zamparini e Cellino, storici “mangia-allenatori” del calcio italiano.


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Reggina-Salernitana, l’analisi del match: difesa bocciata

Il capitano della Salernitana Luca Fusco

Il capitano della Salernitana Luca Fusco

Dopo la prestazione convincente di sette giorni fa in casa con il Crotone, la Salernitana di Marco Cari incappa in un’altra sconfitta, l’ennesima stagionale, al termine di una gara giocata a tratti anche bene. Non ha convinto la difesa, che in tutte e tre le occasioni ha palesato i limiti visti in tutte le altre gare stagionali, compresa quella con il Crotone, dove nei primi cinque minuti il Crotone andò per ben due volte vicino al goal, con una parata di Polito, un palo clamoroso e un rigore richiesto.


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Una discreta Salernitana cade a Reggio. Cari è a rischio?

Il tecnico Marco CariCari conferma le indiscrezioni della vigilia, schierando Carcuro e non Millesi nel quartetto di centrocampo, completato da Cozza sulla destra e il duo Jadid-Soligo in posizione centrale. In difesa Galasso agisce sull’out destro mentre sul versante opposto Bastrini vince il ballottaggio con Machado, che si accomoda in panchina. I due centrali di difesa sono Fusco e Stendardo, a protezione di Polito. Il tandem d’attacco Fava-Caputo guiderà l’attacco granata. Di fronte la Reggina di Iaconi che schiera Cacia centrale di attacco, supportato da Pagano e Brienza.

La Salernitana è ben messa in campo e prende subito in mano le redini della gara. Jadid e Cozza sembrano in palla, meno Caputo che non punge relegato sulla fascia sinistra del campo. La partita tuttavia non decolla e le occasioni latitano, almeno fino al 30° quando Soligo, su sponda di Fava, fa partire il destro, sul quale Cassano si supera, mettendo in angolo. Ma sul calcio d’angolo seguente la Reggina va in vantaggio, con un contropiede magistrale, partito dai piedi di Brienza, che serve Pagano, bravo a vedere l’inserimento di Buscè, che batte Polito in uscita.


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Cari prova Millesi come vice-Soddimo. Bastrini di nuovo in campo?

th_millesi0337Proseguono intensamente gli allenamenti per la Salernitana in vista del difficile match di Reggio Calabria. La sconfitta degli amaranto a Lecce rende ancora più complicato l’incontro, in considerazione della “fame” di punti con la quale i calabresi scenderanno in campo dinanzi al pubblico amico. Marco Cari è consapevole che per uscire indenni dal “Granillo” non bisogna lasciare nulla di intentato e pertanto nel corso delle sedute tattiche sta provando molteplici soluzioni per trovare il miglior assetto da contrapporre agli uomini di Ivo Iaconi.

Come base di partenza Cari sta lavorando sulla disposizione tattica schierata contro il Crotone, gara da prendere con le pinze considerando che le due espulsioni hanno ben presto fatto saltare il banco e cambiato le carte in tavola. Ad onor del vero la Salernitana nei primissimi minuti di gioco aveva subito ben due nitide occasioni da parte dei pitagorici, dimostrando di essere decisamente sbilanciata in avanti. Lusso che i granata non potranno permettersi sabato, specialmente al cospetto di avversari del calibro di Brienza e Cacia. Cari ha quindi in mente di apportare qualche correttivo, anche costretto dalle assenze di Kyriazis e Soddimo. Nel pacchetto arretrato, scontato il rientro di Luca Fusco, rischia il posto il brasiliano Machado, apparso quantomeno spaesato negli ultimi match. Le alternative sono Russo e Bastrini ma, considerata la contemporanea presenza sull’out opposto di Galasso, Cari dovrebbe schierare l’ex doriano e tenerlo bloccato, consentendo a Galasso di spingere il più possibile. Novità previste anche in mediana; Soddimo è squalificato: per la sostituzione Cari non sta pensando a Pestrin, come prevedibile ed auspicabile, bensì a Millesi, il cui schieramento a sinistra comporterebbe il dirottamento di Cozza sulla fascia destra. Il trainer romano sta valutando attentamente tutti i rischi connessi a tale scelta, in primis i risvolti negativi del cambio di fascia a Cozza che, schierato sull’out mancino, ha dimostrato di poter far male puntando l’avversario e rientrando sul piede naturale, il destro. L’alternativa potrebbe essere Tricarico che fornirebbe maggiore copertura in primis a Jadid, confermato “cervello” della squadra. Soligo è sicuro di un posto mentre pare destinato nuovamente alla panchina Pestrin. Ironia della sorte, dopo un anno e mezzo in cui, per mancanza di un valido interprete, è stato costretto ad agire in un ruolo non suo, quello del regista, proprio ora che il d.s. Salerno sembra averlo finalmente trovato in Jadid e l’ex cesenate poteva essere schierato con i compiti che predilige, quelli di incontrista, è stato accantonato. Pestrin, reduce da due panchine e prossimo alla terza, non l’ha presa bene e non l’ha nascosto nella contenuta esultanza dopo il gol siglato nell’ultimo match. In avanti confermate le due punte Fava e Caputo: l’ex barese cercherà di rompere il digiuno che dura ormai dal primo match di campionato, per dedicare il gol alla primogenita nata negli scorsi giorni.

Fusco verso il recupero, Merino riprende a correre

Luca Fusco, capitano della Salernitana

Luca Fusco, capitano della Salernitana

Prosegue la preparazione della squadra granata che, alternandosi tra campo Volpe e stadio Dirceu, cerca il migliore assetto in vista della gara contro il Crotone di Franco Lerda. Il match di sabato, presumibilmente, non avrà un secondo appello: se la Salernitana non porterà a casa il bottino pieno, oltre a vedere pesantemente assottigliarsi le già flebili speranze di riagganciare il treno salvezza, saluterà il tecnico Marco Cari. Autentica ultima spiaggia per il trainer romano che, avendo già sprecato tutti i jolly a sua disposizione, è consapevole che la sua permanenza al timone dei granata passa inderogabilmente per il conseguimento dei tre punti contro i pitagorici.


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Salerno vuole Cuoghi, Lombardi lo stoppa: il pubblico è contrario

La curva saluta cuoghi

Foto di Giuseppe Maffia

Due punti in cinque gare e tre sconfitte consecutive: questo il (pessimo) ruolino di marcia di Marco Cari. L’avvento dell’ex trainer del Taranto non ha sortito gli effetti sperati nè sul piano dei risultati nè su quello del gioco. Il rendimento della squadra è stato deficitario come sempre finora dall’inizio del campionato; Gennaio è troppo lontano per poter pensare di aspettare il mercato di riparazione e la distanza dalla zona salvezza sta diventando abissale. L’unica strada percorribile, al momento, è quella di un nuovo, ennesimo, cambio alla guida tecnica. Non è affatto un mistero che Marco Cari sia un allenatore sfiduciato da presidente, direttore sportivo e tifoseria. E’ altrettanto palese che il neo d.s. Nicola Salerno, già in sede di presentazione, abbia lasciato trapelare chiaramente l’intenzione di puntare su un altro tecnico. Dopo l’ultimo ko di Lecce, infatti, Salerno aveva già deciso di esonerare Cari, l’ennesimo a pagare per colpe di altri. L’ex d.s. del Cagliari aveva già pronto anche il nome del sostituto: non Arrigoni, pupillo del d.s. ma dall’ingaggio elevato, non Cosmi, appena accasato a Livorno, non Di Costanzo, non Ficcadenti. L’identikit del prossimo candidato a sedere sulla panchina granata era Stefano Cuoghi. Si proprio lui, già in granata nel primo anno della gestione Lombardi, portato da Imborgia, grande amico di Nicola Salerno. Correva l’anno 2006 e quella era la Salernitana dei vari Di Vicino, Princivalli, Ignoffo, Antonino Cardinale e Ambrosio. Nonostante un cammino costellato da frequenti alti e bassi, la Salernitana, grazie soprattutto al rendimento tra le mura amiche ed alla penalizzazione del Teramo, riuscì ad agguantare i play-off, persi immeritatamente a Marassi contro il Genoa. L’estate seguente si consumò la separazione tra Cuoghi e la Salernitana. Ufficialmente le parti si lasciarono amichevolmente per differenze di vedute sul futuro (la Salernitana preparava un ridimensionamento per l’anno successivo) ma in realtà il distacco si rivelò a dir poco traumatico. In primis la società granata non gradì le ingerenze di Cuoghi nel convincere numerosi calciatori a seguirlo in quel di Foggia, dove fu chiamato dallo stesso Nicola Salerno con il quale aveva già condiviso l’esperienza di Messina. I vari Shala, Princivalli, Ingrosso, Ignoffo e soprattutto Antonino Cardinale svestirono la casacca granata per indossare quella dei satanelli pugliesi, candidati al salto di categoria. L’occasione per il ritorno a Salerno di Cuoghi la si ebbe il 12 Novembre 2006. L’ex mediano del Parma, nella settimana precedente il match, si distinse per dichiarazioni diplomatiche tese a stemperare gli animi. In campo fu tutta un’altra storia. Il match, disputato sotto un autentico diluvio, si chiuse 0-0, con i pugliesi rintanati nella propria metà campo a far catenaccio. I comportamenti da censurare sia di Cardinale (espulso dopo essere stato sostituito) che di Cuoghi (sempre pronto a provocare la panchina avversaria malgrado ad inizio gara avesse ricevuto uno striscione di saluto dalla curva) scaldarono gli animi dei calciatori di entrambe le squadre che a fine gara si resero protagonisti di una accesa zuffa culminata con una scazzottata che vide protagonisti proprio alcuni degli ex granata in campo. Rissa a cui è seguito un lungo processo:  implicati con l’accusa di rissa gli allora giocatori granata Cammarota, Siniscalchi, Vincenzo Fusco, Soligo, Ferraro e Agnelli, per i rossoneri Ingrosso, Shala, Princivalli, Pagliarulo, Castelli e Marruocco. Non contento, Cuoghi si rese autore anche di uno “show” in sala stampa che costrinse le forze dell’ordine ad intervenire per allontanarlo evitando guai peggiori. «Abbiamo vissuto una delle pagine più brutte del calcio. Nessuno può venire a Salerno e provocare in casa nostra. Voglio fare un appello alla stampa: cerchiamo di non esaltare personaggi che sono stati soltanto 6 mesi a Salerno e che non hanno minimamente questa città nel cuore”, le dichiarazioni a caldo di Antonio Lombardi nell’immediato post partita della gara incriminata. A distanza di tre anni, il patron granata ha già dimenticato tutto? Forse si, ma la paura di un inasprimento della contestazione da parte della tifoseria che, a differenza dello smemorato presidente, ha ben impresso il deprecabile comportamento di Cuoghi, lo hanno invitato a desistere bloccando Nicola Salerno che aveva già contattato il trainer emiliano (i soliti beninformati dichiarano di averlo visto passeggiare beatamente per il corso nella mattinata di ieri). Cuoghi è il primo nome sul taccuino del neo d.s. che sembra decisamente determinato a chiudere la trattativa in caso di nuovo passo falso sabato contro il Crotone. E Lombardi che farà? Asseconderà la volontà di Salerno, con il quale “fin da subito c’è stato grande feeling” tradendo, per l’ennesima volta, la fiducia del pubblico, o agirà secondo logica, fermando quello che sarebbe un’ulteriore offesa alla già tanto bistrattata maglia granata? Ai posteri l’ardua sentenza.


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Fiducia confermata a Cari. In arrivo lo svincolato Amerini

Amerini, fonte internetMarco Cari resta sulla panchina granata, almeno per ora. Questo è quanto trapelato dalla dura mattina di lavoro della società granata, che ha visto il presidente Antonio Lombardi ed il ds Nicola Salerno analizzare la situazione e decidere sul da farsi. La sconfitta di Lecce ha lasciato il segno, ma al presidente è piaciuta la reazione della squadra, specie nella ripresa, almeno dal punto di vista caratteriale. Per questo sembrerebbe riconfermata la fiducia a Marco Cari, almeno per un’altra gara. Si tratta quindi ancora una volta di una fiducia a termine, di un’ulteriore chance per il tecnico di Ciampino che si gioca il tutto per tutto sabato prossimo nello spareggio salvezza con il Crotone.

Sul fronte mercato intanto la società granata è vicina all’ingaggio dell’ex centrocampista modenese Daniele Amerini. Fiorentino di nascita, classe 1974, Amerini è cresciuto nelle giovanili della Fiorentina. Calciatore dalle grandi potenzialità, Amerini ha giocato in moltissime squadre, tra le quali Vicenza, Lucchese, Verona, Pistoiese, Palermo, Venezia, Pescara, Arezzo, Modena, Reggiana e Frosinone. Tra le migliori stagioni sicuramente le ultime quattro, con le due stagioni a Modena (nello scorso campionato), e le stagioni a Frosinone e a Reggio Calabria in serie A nel 2006-2007.


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Ripresa degli allenamenti fissata per lunedì. Intanto Statella ritrova l’azzurro

Statella in nazionale

Giuseppe Statella fonte internet

In attesa di conoscere le sorti del suo allenatore, la Salernitana Calcio 1919 concede due giorni di riposo alla squadra, comunicando che gli allenamenti riprenderanno lunedì 19 ottobre presso il campo Volpe, in vista della gara con il Crotone. Forse la società si è presa qualche giorno in più per decidere sull’allenatore, o semplicemente dopo le due gare abbastanza ravvicinate, con Cittadella e Lecce, si è optato per un pò di riposo in più per i giocatori granata, che potranno così rifiatare in vista dell’importantissimo match con il Crotone, che segnerà il crocivia della stagione granata. Un ennesimo passo falso infatti potrebbe voler dire davvero retrocessione, e porre fine in largo anticipo alla stagione travagliata della Salernitana.


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