La squadra rivelazione di questo campionato cadetto è senza dubbio il Cittadella di Foscarini che come ogni anno riesce a sfornare giovani di talento dai quali ricavare una plusvalenza alla prima occasione possibile. Uno di quelli che maggiormente si è messo in luce è Tommaso Bellazzini, nato il 23 dicembre 1987 a Pisa.
Bellazzini, alto 1.78 m per un peso di 70 Kg, è un centrocampista offensivo capace di disimpegnarsi sia come mezz’ala che come esterno offensivo in un modulo che prevede tre punte; dotato di un gran sinistro che sa far valere anche dai calci piazzati, Bellazzini ha cominciato a giocare nella primavera della Fiorentina, ma ha fatto il suo esordio da professionista nel campionato di serie C1 2006/2007, quando, ceduto in comproprietà allla Pistoiese, ha collezionato 13 presenze.
Il giovane esterno viene riscattato dagli arancioni per i quali gioca altre due stagioni, nelle quali diventa un titolare inamovibile; nella prima realizza due gol in 33 presenze, mentre nella seconda mette a segno una rete sempre in 33 presenze, ma non riesce ad evitare la retrocessione della sua squadra.
Nell’ultima sessione estiva di mercato arriva il passaggio al Cittadella, in prestito con diritto di riscatto a favore della squadra pistoiese, che però essendo stata radiata per problemi di natura finanziaria non potrà esercitarlo. Con i veneti Bellazzini sta disputando il suo miglior campionato, anche grazie ai meccanismi perfettamente oliati della squadra di Foscarini, che gli hanno permesso di mettere a segno già nove reti nelle 27 gare fin qui disputate.
Al termine del campionato in corso è facile prevedere che saranno tante le società interessate al calciatore che avrà la possibilità di ripercorrere le orme di Iori e Meggiorini, passati per il Cittadella e lanciati dopo una sola stagione in serie A.

Ciro Polito foto G. Maffia
Quasi nessuno se n’è accorto, ma in una giornata funesta per i colori granata, è andato in scena anche un match di calcio. Squallido, inutile, insignificante, come tutti quelli che da qui a Maggio la Salernitana dovrà gioco forza disputare. Verrebbe voglia di mollare tutto, di chiedere di ritirare la squadra dal campionato. Ciò, purtroppo, non avverrà. Ed allora utilizziamo questo lasso di tempo per capire, analizzare e tenere ben impressi in mente tutti gli sfracelli commessi in quest’assurda stagione.
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Salernitana che scende in campo ben sapendo di essere retrocessa, ma mettendo la voglia di lottare, se ancora ce n’era, sotto i piedi. Mai un’occasione pericolosa, errori su errori, ed il Cittadella passeggia, pur siglando un solo gol e giocando altrettanto male, sui campani, penalizzati di sei punti in giornata dalla Corte Federale per il presunto illecito di due stagioni fa con il Potenza. Salernitana, quindi, ancora più fanalino di coda a quota 16 e lucani radiati dal torneo di Lega Pro.
LA PARTITA – Volendo far finta di nulla e parlando solo del dato tecnico, nel Cittadella non ce la fa Cherubin, al suo posto Nocentini. Cerone, invece, preferisce le geometrie di Jadid al dinamismo di Tricarico, confermando la formazione annunciata. Parte discretamente la Salernitana, che al 7’ ci prova con Cozza su punizione, la palla termina alta di poco. Alla prima azione, però, il Cittadella passa: minuto numero tredici, Ardemagni va via a Fusco sulla destra, converge e fulmina Polito con un sinistro rasoterra a fil di palo. I campani accusano il colpo e nasce, così, una gara simile alla precedente con il Cesena: tanta noia, poche emozioni. Al 23’ sarebbe buono lo schema su calcio piazzato a smarcare Dionisi in area, ma il suo sinistro è da dimenticare. La replica del Cittadella arriva pochi secondi dopo, con Iunco che cerca di sorprendere Polito dai trenta metri, ma il portiere è bravo a deviare in angolo. Sono pochi sprazzi in un primo tempo equilibrato, nel senso che entrambe le compagini giocano male. Due i lampi ospiti prima della fine del primo tempo: al 37’ Merino prova il sinistro da fuori, Pierobon si distende e blocca. Al 41’ altra fiammata dalla distanza, stavolta di Jadid, con la sfera deviata in corner dall’estremo difensore di casa.
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Claudio Foscarini foto Giuseppe Maffia
Una, esempio di programmazione, serietà, capacità di portare avanti un importante progetto tecnico anche con un budget limitato a disposizione. L’altra, modello di approssimazione, incoerenza ed incompetenza gestionale; la sfida tra Cittadella e Salernitana si prefigura come quella tra due società totalmente agli antipodi, il cui lavoro è specchio fedele della classifica.
Gran parte del merito va ascritto all’impegno del direttore generale Marchetti, giovane ma già con un buon curriculum alle spalle, e, soprattutto, alle sapienti mani di Claudio Foscarini, personaggio schivo, riservato, poco avvezzo alle grandi platee ma conoscitore di calcio come pochi. La passione e la solidità garantita dalla famiglia Gabrielli, trasmessa dal compianto Angelo ai figli, motivati a portare avanti in maniera egregia il lavoro svolto dal padre, fanno il resto. Il Cittadella è una società modello a 360°, dotata di una struttura societaria snella ed efficiente e di uno staff tecnico serio e preparato. Ovvia conseguenza sono i risultati più che lusinghieri ottenuti finora dal “Citta”. Partiti, come al solito, con i pronostici avversi, i ragazzi di Foscarini hanno ben presto ingranato ed ottenuto riscontri sul campo davvero inaspettati. Le quattro recenti vittorie consecutive hanno collocato i granata del Veneto a ridosso della zona play-off e distaccato sensibilmente la bassa classifica. In un torneo cadetto più equilibrato che mai, sognare è lecito. Poche sono le squadre che possono vantare organizzazione tattica, compattezza ed equilibrio ai livelli del Cittadella. Davvero clamoroso ma assolutamente meritato l’exploit con il quale i veneti hanno umiliato la capolista, sbancando per 5-1 il “Via del Mare” di Lecce. I salentini sono stati letteralmente surclassati dall’aggressività, dal pressing asfissiante e dalle velocissime ripartenze dei granata, i cui avanti sono andati a nozze nelle maglie larghe della difesa di De Canio. Una partita perfetta, capace di scrivere una nuova, sorprendente, inaspettata pagina di questo pazzo campionato cadetto dalle gerarchie facilmente mutabili.
Foscarini è stato bravo a mischiare le carte in tavola al momento opportuno; in questo scorcio di stagione stanno trovando gloria elementi come Pisani e Bellazzini finiti ai margini nella prima parte del torneo. La consapevolezza di poter tornare utile in qualsiasi momento fa si che ciascun elemento del gruppo sia sempre motivato e spronato a dare il massimo, convinto di poter essere chiamato in causa da un attimo all’altro. Un ulteriore merito innegabile attribuibile a Foscarini è quello di aver trovato la migliore dimensione per Ardemagni e Iunco. Il primo è stato rilanciato prepotentemente dopo le stagioni buie di Perugia e Trieste e sarà uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato. Il secondo, invece, è stato collocato più vicino alla porta avversaria, in maniera da sfruttare meglio le sue doti offensive e la capacità di puntare la porta. Non a caso la coppia composta da Ardemagni e Iunco è una delle più prolifiche ed affiatate della categoria.
In vista dell’anticipo di venerdì, Foscarini ha pochi dubbi di formazione. De Oliveira non ha recuperato al 100% e non dovrebbe andare neppure in panchina: sulle fasce Magallanes e Bellazzini appaiono intoccabili. In porta fiducia ancora all’eterno Pierobon, bandiera granata e calciatore più “anziano” dell’intera serie B.
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David Di Michele, autore della rete decisiva dell'unica vittoria granata in Veneto. foto Giuseppe Maffia
Sono cinque i precedenti in Veneto tra Cittadella e Salernitana, bilancio in perfetto equilibrio con 1 vittoria per parte e 3 pareggi.
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Il sig. Giampaolo Calvarese della sezione di Teramo è l’arbtitro designato per Cittadella-Salernitana, in programma venerdi alle 19 nello stadio Tombolato della cittadina veneta; Il primo assistente sarà il sig. Luca Segna di Roma 1, il secondo il sig. Gianmattia Tasso di La Spezia; Quarto ufficiale sig. Andrea De Faveri di S.Donà di Piave. In 122 partite dirette in campionato, il suo personale score è di 61 vittorie interne, 40 pareggi e 21 exploit esterni; 38 rigori e 54 espulsioni. Con la Salernitana, finora, tutti precedenti negativi: un pareggio e tre sconfitte (curiosamente una di queste l’anno scorso in casa col Cittadella stesso, 1-2, nella quale decretò ben due penalty in favore dei ragazzi di Foscarini).

Luca Fusco foto G. Maffia
Blindata nella quiete dell’eremo Veneto, lontana da occhi indiscreti, la Salernitana si è rinchiusa in se stessa cercando di fare quadrato e ritrovare la serenità perduta. La sfida contro il Cittadella, nell’insolito orario delle 19, si presenta come un match nel quale i granata potranno giocare con la mente relativamente sgombra, cercando di fare bella figura e senza alcun assillo di classifica. Fa male dirlo, ma i granata non hanno più nessuna illusione di raggiungere la salvezza. Malgrado i proclami del d.s. Salerno e di Lombardi, anche il gruppo ne è consapevole ed utilizzerà le rimanenti gare come occasione per mettersi in mostra anche in prospettiva futura. Molti giocatori, infatti, sono in scadenza di contratto e pertanto è nel loro interesse far bene per cercare una degna sistemazione nella prossima stagione.
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Ardemagni esulta dopo un gol a Salerno, foto G. Maffia
Il giovane che proponiamo questa settimana per la nostra rubrica è Matteo Ardemagni,nato il 26 marzo 1987 a Milano.
Ardemagni,alto 181 cm per un peso di 81 Kg,è un attaccante completo,che abbina le sue doti fisiche ad un’ottima tecnica di base. Cresciuto nelle giovanili del Milan,viene aggregato alla prima squadra nella stagione 2005-2006,ma non riesce ad esordire in massima serie. L’anno seguente viene girato in prestito al Perugia in serie C1.In Umbria colleziona 12 presenze fino a gennaio,senza trovare la rete,prima di passare nel mercato di riparazione al Pizzighettone,sempre in terza serie. Anche qui trova una buona continuità,scendendo in campo in 12 occasioni,ma non riesce a realizzare il suo primo gol da professionista.
Nel 2007-2008 viene girato in prestito alla Pro Patria;qui viene schierato in 20 occasioni,impreziosite da due reti.
Nell’estate 2008 la Triestina acquisisce la metà del suo cartellino dal Milan;questo gli permette di esordire in serie B,dove fino a fine anno Ardemagni realizza 2 reti in 25 presenze. Gli alabardati credono nelle doti del giovane attaccante e cosi il 25 giugno 2009 rilevano dai rossoneri l’altra metà del suo cartellino,prima di girarlo in prestito sempre in cadetteria al Cittadella. In Veneto Ardemagni trova finalmente la sua consacrazione grazie a Foscarini,che lo impiega come terminale offensivo del suo sistema di gioco. Fin qui sono già 10 le reti messe a segno in 21 partite,più 2 in Coppa Italia che hanno permesso al Cittadella di raggiungere il quarto turno della manifestazione,perso per 1-0 al S.Paolo contro il Napoli. Se Ardemagni dovesse continuare a segnare con questo ritmo è facile prevedere che a fine anno si scatenerà un’asta per acquisire il suo cartellino,per la gioia del club giuliano.
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