Grassadonia verso Cava

Gianluca Grassadonia

Le dimissioni di Paolo Stringara hanno aperto un buco sulla panchina della Cavese, che a meno di clamorosi ribaltoni verrà colmato da Gianluca Grassadonia: l’ex giocatore e allenatore della Salernitana, affiancato da Accardi, già in giornata dovrebbe divenire il nuovo trainer metelliano, scelto dal nuovo ds Maglione.Intanto un altro ex granata ha trovato squadra: Roberto Magliocco ha firmato infatti con la Paganese, che spera nel ripescaggio in Prima Divisione. Come lo insegue anche la Nocerina, che ha presentato la relativa fideiussione: non è cosa da poco, al momento altre società interessate (Siracusa, Gela, Giulianova, Brindisi) hanno problemi a racimolare il denaro necessario, i rossoneri sembrano partire avvantaggiati.

Il futuro di Grassadonia è ancora granata?

Gianluca Grassadonia foto G. Maffia

Il pareggio interno con il Cesena ha lasciato il segno, e non solo per quanto riguarda le speranze salvezza della Salernitana. La cattiva gestione del match, da parte del duo, se così può essere ancora definito, tecnico Cerone-Grassadonia ha issato le ire della tifoseria e della dirigenza granata, che non hanno gradito affatto le sostituzioni scelte e  l’approccio tattico della squadra alla partita. Una Salernitana poco lucida, dimessa e soprattutto rinunciataria è scesa in campo con poca convinzione, a differenza delle ultime uscite.


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Antonio Lombardi sempre più “mangia-allenatori”

Il presidente della Salernitana Antonio Lombardi foto G. Maffia

Antonio Lombardi e gli allenatori: un rapporto quasi sempre difficile, almeno da quanto mostrato nei primi cinque anni di presidenza dell’imprenditore di Vallo della Lucania; finora nessun tecnico è riuscito nella titanica impresa di terminare la stagione al timone della Salernitana e c’è chi, come Fabrizio Castori, ha addirittura stabilito un piccolo record, collezionando due esoneri nella stessa stagione: praticamente non è riuscito a mangiare né il panettone né la colomba.


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UFFICIALE: Grassadonia esonerato, si continua solo con Cerone

Grassadonia e Cerone foto G. Maffia

Quando al settimo minuto della ripresa il tandem Grassadonia e Cerone ha richiamato in panchina Dionisi per inserire l’inconsistente Caputo è andata in scena quasi una rivolta popolare. A memoria, non si ricorda una reazione così aspra del pubblico dell’Arechi ad un cambio di gioco effettuato. Curva sud, distinti, tribuna: tutti i settori si sono ritrovati compatti a fischiare e contestare la “geniale” trovata della premiata ditta. Sostituzione che prosegue sulla falsa riga delle ultime giornate: ad Ascoli, in particolare, una gestione dei cambi a dir poco scriteriata è costata una rimonta e tre punti che, se conquistati, avrebbero incanalato il prosieguo della stagione su binari diversi. Niente di fatto, invece: la Salernitana chiude con la miseria di un solo punto all’attivo due gare decisive, nelle quali avrebbe dovuto agguantare l’intera posta in palio per poter dire ancora qualcosa nel discorso salvezza. Lungi da noi addebitare alla gestione tecnica maggiori responsabilità rispetto a quelle reali. I danni principali, rivelatisi poi irriversibili, sono stati commessi ad inizio stagione e nè Grassadonia nè Cerone erano presenti. Inevitabile però mettere in discussione una gestione tecnico/tattica che, se indubbiamente ha mostrato progressi rispetto a quelle di Brini prima e Cari poi, specie dal punto di vista fisico e motivazionale, ha lasciato spesso a desiderare nella gestione dei cambi. Sottoposto ad elogi sperticati da alcuni media anche oltre il dovuto, considerando che si tratta comunque di un tecnico esordiente, Grassadonia si è reso protagonista anche di uscite poco felici, nelle quali spesso ha usato parole dure nei confronti di una parte della critica, dimenticando la classifica ed il suo status di debuttante. Apprezzabile, sicuramente, la volontà di prendere in mano una “patata bollente” che molti tecnici, anche più navigati, avevano rifiutato. Da stimare il non aver messo l’aspetto economico al primo posto (Grassadonia percepisce ancora lo stipendio di quando allenava la primavera). Notevole la tenacia con la quale, il giovane tecnico salernitano ha deciso di andare avanti, senza mai pensare alle dimissioni. Detto questo, un bel bagno d’umiltà non sarebbe sgradito. Il silenzio stampa ha impedito al pubblico di ascoltare le motivazioni delle scelte fatte nelle ultime settimane. La dirigenza, invece, ha chiesto spiegazioni al tandem tecnico, evidentemente ritenute insufficienti dato che in giornata è arrivata la sentenza ufficiale. Gianluca Grassadonia è stato esonerato. Nicola Salerno più volte in passato è stato abile mediatore nel contenere la rabbia di Lombardi che avrebbe invece voluto esonerarlo già nelle scorse settimane. Stavolta anche l’operatore di mercato materano si è convinto della necessità di allontanare il giovane tecnico salernitano. Appurata l’impossibilità di prendere un quinto tecnico, la conduzione tecnica è stata affidata al solo Ersilio Cerone, con la collaborazione di Vito Chimenti e Francesco La Rosa. Mossa che non ha alcun senso, se non quello di coprire ulteriormente di ridicolo una stagione già più che mai tormentata.

La difesa è tornata a ballare

Grassadonia e Cerone foto G. Maffia

Segnali preoccupanti da reparto difensivo, che ha concesso il tappeto rosso agli avversari in occasione di 3 dei 4 gol presi al Del Duca. Sotto accusa anche Cerone e Grassadonia per alcune scelte tecniche opinabili. Intanto Fusco ha recuperato e potrebbe rientrare col Cesena.


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Salernitana: no Merino, no party

Nelle recenti uscite il 4-3-2-1 sembra aver dato alla Salernitana la possibilità di esprimersi meglio, almeno dal punto di vista offensivo. Nelle ultime tre gare infatti, con ben sei reti realizzate e cinque legni colpiti, la Salernitana ha prodotto numerose palle-goal a partita, mettendo in seria difficoltà le squadre avversarie. Anche la difesa sembrava non aver dato grossi problemi, almeno fino alla partita di Ascoli, che ha segnato il tracollo della squadra granata.

Il duo Grassadonia-Cerone quindi sembra aver dato un volto, un gioco, insomma un’identità alla squadra. E tutto questo in pochi mesi di lavoro e senza grossi acquisti, annunciati nel mercato di riparazione. Eccezion fatta per Dionisi, che si sta dimostrando un vero bomber, freddo e cinico ma anche altruista con i compagni, gli undici che i mister granata schierano in campo sono gli stessi o quasi di inizio stagione. L’arma in più, come era facile auspicare, è sicuramente Roberto Merino. Il fantasista peruviano sembra aver dato quella marcia in più alla manovra granata, e dalla partita di Ancona, pare abbia preso la squadra granata per mano. Due reti messe a segno, entrambe su rigore con Ancona e Piacenza, tanti assist e soprattutto tante giocate, che hanno permesso alla compagine granata di racimolare più punti del girone di andata.


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Grassadonia – Cerone: chi comanda?

Grassadonia e Cerone foto G. Maffia

Due tecnici giovani, esordienti ed alle prime armi. Uno è un salernitano (sempre molto discusso) preparato, intelligente ed anche un po’ presuntuoso (basta riguardare come ha risposto alle critiche dei media nel recente passato). L’altro è un abruzzese purosangue, testardo ed orgoglioso. Gianluca Grassadonia ed Ersilio Cerone, la strana coppia, costretta, da qualche mese, a gestire obbligatoriamente in coabitazione la “patata bollente” Salernitana. Per motivi regolamentari, com’è noto, l’allenatore in pectore è Cerone. A lui spetta l’onere e l’onore di presenziare agli incontri con la stampa e di occupare la cosiddetta “area tecnica” durante le gare per fornire indicazioni alla squadra. Stando ai dettami societari, invece, Grassadonia dovrebbe essere colui a cui spetta la responsabilità di fare la formazione e gestire i cambi a partita in corsa.


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Salernitana blindata al Dirceu

Gianluca Grassadonia foto G. Maffia

The show must go on, anche se è improprio parlare di spettacolo, considerando il poco edificante prodotto offerto dalla Salernitana finora, il campionato continua. C’è la trasferta di Modena da preparare; sabato si ritorna al Braglia per completare il doppio turno esterno consecutivo. La truppa granata è tornata a lavoro al Dirceu, pur tra i soliti problemi di coesistenza con le altre compagini dilettantistiche che abitualmente utilizzano l’impianto eburino. Dopo la sconfitta di Sassuolo la società, manco a dirlo, ha provveduto nuovamente a sprangare le porte intorno alla squadra, evitando qualsiasi possibilità di contatto con l’esterno.


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TMW: “Lombardi, brava persona ma inadeguato come presidente”

La rivoluzione tanto attesa dalla piazza e più volte sbandierata ai quattro venti dal patron Lombardi non c’è stata. Dall’arrivo del nuovo Ds Nicola Salerno ad oggi sono stati cinque i giocatori nuovi che hanno vestito la maglia granata: dopo Jadid e Capone infatti, sono stati ingaggiati Balestri, svincolato, Dionisi e Montalto. Un pò troppo poco per una squadra che doveva essere rifondata, con l’obiettivo di tentare l’impresa disperata di una permanenza in serie B. Ma rivoluzione non c’è stata: Lombardi ha ancora una volta non concretizzato le parole dette più volte in questi ultimi mesi. Eppure le premesse c’erano: una squadra che a Modena con il Sassuolo, sotto di tre reti a zero, ultima in classifica, reagisce, va sul 3 a 2 e non trova il pari, che sarebbe stato più che meritato, solo per una decisione arbitrale (ed errori individuali come quelli di Polito) non è poco per chi sa di dover raggiungere un obiettivo ormai quasi impossibile.

Lombardi ha deluso tutti: tifosi, addetti ai lavori e staff tecnico. Cerone e Grassadonia si aspettavano sicuramente qualcosa di più, specie dopo le ultime due buone prove con Ancona e Sassuolo, prime della classe. E invece si ritroveranno a lavorare pressapoco con gli stessi giocatori, ad eccezione dei ceduti Ferraro, Millesi e Statella. Delusi i tifosi, negli occhi dei quali si può leggere l’ormai rassegnazione per una retrocessione amara e scritta da tempo; una retrocessione che lascerà sicuramente degli strascichi e delle crepe nel rapporto tra il patron granata e i tifosi. Un rapporto che dopo l’acquisto del cavalluccio in quell’ormai lontano Giugno 2009 sembrava solido e indissolubile, ma che ora vacilla fortemente. Delusi gli addetti ai lavori: e non si parla solo di quelli di casa nostra, che vivono la quotidianità della storia calcistica salernitana, e quindi ipotizzavano un finale simile, senza i cosiddetti botti di fine mercato, ma anche di tutti quelli che vivono di calcio, e che si aspettavano qualcosa di più da una squadra ultima in classifica ma con un recente passato davvero importante. Non a caso oggi, sulle pagine online di Tuttomercatoweb, Alfredo Pedullà, voce storica di SportItalia e collaboratore di TMW, nel dare i voti al mercato della società di A e B, alla voce Salernitana si esprime così: “Salernitana 4: Il voto più che altro è al presidente Lombardi, brava persona ma inadeguato come massimo dirigente. Il diesse Salerno ha fatto il massimo, forse oltre il massimo, riuscendo a convincere i vari Balestri, Capone e Dionisi”.


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Ripresa la preparazione. Jadid in recupero

Col morale alto dopo la bella, meritata e finalmente convincente vittoria conquistata ai danni dell’Ancona, la truppa granata agli ordini di Gianluca Grassadonia ed Ersilio Cerone si è rimessa a lavoro in vista del prossimo impegno di campionato. Mentre la maggior parte delle compagini cadette osserveranno un turno di riposo, per la Salernitana sarà tempo di recuperare la gara pre-natalizia contro il Sassuolo non disputata causa impraticabilità dello stadio Braglia. Quasi superfluo sottolineare la difficoltà dell’impegno, considerando l’ottimo momento di forma vissuto dai neroverdi emiliani. Per i granata, con l’acqua alla gola nonostante l’ultimo successo, c’è ben poca possibilità di scelta. E’ obbligatorio tornare a casa con un risultato positivo, bisognerà fare almeno quattro punti nelle prossime due trasferte per tentare di rimettersi in corsa. Impresa tutt’altro che semplice, possibile solo se i granata scenderanno in campo con la stessa cattiveria, grinta e fame di vittorie dimostrata contro l’Ancona di Salvioni.

Grassadonia attende buone nuove sia dal mercato che dall’infermeria. Fusco e Bastrini sono ancora alle prese con i postumi dei rispettivi infortuni e non saranno della partita. Cozza dovrebbe riprendere nei prossimi giorni ad allenarsi gradualmente. Jadid, invece, è apparso in ripresa e potrebbe anche essere convocato. Il duo tecnico però difficilmente modificherà la composizione della linea mediana del campo, bisognosa come il pane di fosforo e polmoni garantiti da Soligo, Montervino e Tricarico per sopportare il contemporaneo impiego di Merino in appoggio alle due punte di ruolo. Si candida per una maglia da titolare Federico Dionisi. Il giovane ex del Livorno, dopo la pregevole doppietta messa a segno dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, ci ha preso gusto e potrebbe partire dall’inizio.