
Michele Murolo foto B. Maffia
Prima in casa per la Salernitana, ma l’entusiasmo dei tifosi stenta a decollare. La squadra di Breda, infatti, dopo l’incoraggiante 2-2 in quel di Sorrento, affronterà all’Arechi il Lumezzane nella seconda giornata di campionato, anche se le prevendite dei biglietti non raggiungono numeri importanti: saranno disponibili per l’emissione dei tagliandi, oltre alle ricevitorie, anche i botteghini dell’impianto di Via Allende nella giornata di Sabato, dalle 16.30 alle 19.30, prima che i prezzi subiscano l’ormai arcinota maggiorazione del 30% nel giorno di disputa della gara. Alla fine, complice anche il periodo ancora estivo, potrebbero essere presenti sei-settemila unità sugli spalti.
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Roberto Merino foto G. Maffia
Un’intensa doppia seduta di allenamento ha caratterizzato la giornata di mercoledì della truppa granata agli ordini di Roberto Breda. Il trainer trevigiano ha approfittato per far effettuare ai suoi esercitazioni di natura tattica, provando schemi e soluzioni di gioco in vista del prossimo impegno contro il Lumezzane. Il trainer trevigiano si attende progressi sia sotto il profilo della condizione fisica, apparsa ancora approssimativa in diversi elementi, che sotto l’aspetto tattico e dall’affiatamento tra i reparti. La seduta pomeridiana, svoltasi sotto l’attento sguardo di Antonio Lombardi, ha portato in dote l’ennesimo infortunio patito da Roberto Merino Ramirez. Il trequartista andino, rassegnatosi a rimanere in granata e pertanto negli ultimi giorni apparso sorridente e determinato a mettersi a disposizione dell’allenatore, si è fermato dopo un duro contrasto di gioco. La prima diagnosi parla di una contusione alla tibia, la cui precisa entità andrà valutata nelle prossime ore. Quasi certo il forfait per domenica: anche quest’inizio di stagione sembra davvero “stregato” per il fantasista sudamericano, passato in poche settimane da presunta “miniera d’oro” per le derelitte casse della società granata a zavorra da piazzare a tutti i costi per la sua incollocabilità nello scacchiere pensato da Breda.
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Roberto Merino in azione foto G. Maffia
Le strade di Roberto Merino Ramirez e della Salernitana potrebbero a breve dividersi definitivamente. Hanno fatto scalpore le dichiarazioni settimanali di Breda che, deluso dall’atteggiamento da “prima donna” del trequartista peruviano, l’ha pubblicamente bacchettato chiedendogli di cambiare registro ed adeguarsi alle esigenze della squadra. Tradotto in parole semplici, il trainer trevigiano ha voluto rendere partecipe la piazza della “svolta” tattica dal 4-3-1-2 al 4-3-3, modulo nel quale gli spazi per Merino sembrano drasticamente ridotti. Teoricamente per caratteristiche tecniche il fantasista andino potrebbe fungere da esterno destro d’attacco, per poter convergere facilmente sul piede mancino. Può un calciatore da sempre giudicato “anarchico” ed avulso ad ogni tipo di schema riciclarsi, alla non verdissima età di 27 anni, in un nuovo ruolo nel quale occorre ottima diligenza tattica? Il primo a nutrire forti dubbi è lo stesso Breda. Gli acciacchi delle ultime settimane sono sembrati molto diplomatici. Merino, pur non essendo al top della condizione fisica, sta bene e potrebbe tranquillamente giocare ma l’allenatore sembra non essere dello stesso avviso. Potrebbero riaprirsi nuovamente scenari di mercato fino a qualche giorno fa impensabili. Il Bologna sembra essersi fatto nuovamente vivo. Nelle ultime ore c’è stato un contatto telefonico tra Carmine Longo e Nicola Salerno per discutere il trasferimento sotto le due torri di Merino. Il club felsineo non ha la minima intenzione di svenarsi per acquistare il numero dieci sudamericano, espressamente richiesto dal trainer Franco Colomba. Non essendoci accordo sul valore del cartellino, l’affare potrebbe chiudersi sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto ad una cifra già prefissata. Un segnale importante al riguardo sarà l’eventuale convocazione per la gara di Sorrento: se Breda deciderà di lasciarlo a casa, l’avventura di Merino con la maglia granata potrebbe essere giunta al capolinea.

Roberto Merino foto G. Maffia
Dopo un’estate trascorsa a seguire l’evolversi delle fantasiose ricostruzioni di alcuni media, secondo i quali addirittura lo sceicco Mansour (uno degli uomini più ricchi del pianeta) sarebbe stato disposto a ricoprire d’oro la Salernitana pur di averlo, Roberto Merino Ramirez, tornato gioco forza alla realtà, s’è ritrovato con un palmo di naso. Il peruviano è stato regolarmente convocato per il ritiro di Camigliatello malgrado a più riprese abbia espresso la volontà di misurarsi con palcoscenici di categorie superiori. La Salernitana sarebbe felicissima di accontentarlo: cederlo guadagnando anche solo qualche centinaia di migliaia di euro sarebbe un bel colpo per le derelitte casse sociali. Le offerte però latitano. Per meglio dire le richiesti provenienti dal Bel Paese, in quanto Merino ha espresso la volontà di rimanere in Italia. Il Bari che pure aveva puntato forte sul trequartista andino, s’è progressivamente ritirato spostando le proprie attenzioni altrove. Tra l’altro in Italia sono ormai poche le compagini che ancora schierano il trequartista classico a sostegno delle due punte, ruolo in cui Merino sa esprimersi al meglio. Un ostacolo in più per trovare una sistemazione consona alle ambizioni del funambolo peruviano che legittimamente aspira a rientrare nel giro della nazionale sudamericana in vista della prossima edizione della Coppa America. Nelle prossime ore è previsto un nuovo colloquio tra Nicola Salerno ed Hector, fratello di Roberto che attualmente funge anche da suo agente. Il d.s. granata illustrerà varie possibilità all’estero: sulle tracce di Merino alcune compagini della massima serie turca e della seconda divisione tedesca.

Roberto Merino foto G. Maffia
Il primo mattone in attesa di costruire un’intera casa. La settimana decisiva per ottenere le liberatorie dei calciatori si è aperta in maniera interlocutoria. Il d.s. uscente Nicola Salerno ha già portato a termine un primo giro di consultazioni chiuso con una sostanziale fumata grigia. Il primo ad avere messo nero su bianco è Roberto Merino Ramirez. Il trequartista peruviano, in attesa di salutare Salerno per accasarsi in una compagine di categoria superiore, ha firmato la quietanza liberatoria dichiarando di non aver più nulla a pretendere (in riferimento alle spettanze maturate fino al 30 Aprile). La prima delle circa quaranta firme che il club granata dovrà obbligatoriamente ottenere entro il 25 Giugno, termine perentorio fissato dalla Lega Calcio. In caso contrario il club granata avrà altri cinque giorni (tre lavorativi) per produrre assegni circolari di importo pari alle somme non quietanzate. Soluzione che Lombardi cercherà di scongiurare in tutti i modi in quanto comporterebbe un cospicuo esborso cash da parte dell’institore vallese, per giunta senza alcuna possibilità di rinegoziare (ovviamente al ribasso) i contratti. Com’è noto tutti i tesserati hanno dato ampia disponibilità ad accettare il piano di rientro presentato dalla società, rinunciando a parte delle spettanze maturate. La scadenza del 30 Giugno incombe ma dalla società trapela che entro i primi giorni della prossima settimana sarà tutto sistemato.

Roberto Merino foto G. Maffia
Si fa un gran chiacchierare circa il sicuro trasferimento di Roberto Merino nella prossima sessione del calciomercato. Del resto il fantasista peruviano è uno dei pochi (se non l’unico) calciatore dalla cui cessione la Salernitana potrà incassare denaro contante. In questi giorni si sono sprecate le voci sulle possibili destinazioni del “Maradona delle Ande”: dalla Svizzera alla Germania, dal Messico all’Arabia passando per l’Inghilterra. Tante chiacchiere, cifre astronomiche millantate senza alcun riscontro ma la realtà dei fatti è ben diversa. Roberto Merino non ha alcuna intenzione di trasferirsi all’estero e, per questo motivo, ha chiesto al suo agente Paolo Fabbri di lavorare per trovargli una degna sistemazione nel massimo campionato italiano. “Voglio restare in Italia, mi piace il calcio italiano e per ora intendo rimanere qui. Offerte dall’Arabia? Già l’anno scorso mi volevano, ma lì il calcio è giocato a bassi livelli, ci si allena solo di sera ed il campionato dura sei mesi: non è ciò che desidero. Sono pronto per la A, voglio confrontarmi ad alti livelli”. Si era parlato del Bari ma l’addio di Perinetti e la casella ancora vacante alla voce direttore sportivo lanciano diverse ombre sulla veridicità della trattativa. La conferma di Ventura, col suo oliato 4-4-2, inoltre lasciano presagire una difficile collocazione di Merino nello scacchiere tattico del trainer genovese. L’Atalanta aveva pensato a lui per il dopo Doni ma la recente retrocessione e la rivoluzione attesa in casa “Dea” hanno stroncato sul nascere ogni trattativa. Il procuratore del peruviano è a lavoro incessantemente per trovare una sistemazione a Merino che potrebbe accasarsi anche presso una compagine neo-promossa. A 27 anni il calciatore è atteso alla definitiva consacrazione dopo aver dimostrato, seppur a sprazzi, classe e tecnica sopraffina. La Salernitana spera nella sua cessione per incamerare moneta fresca: sceicchi a parte, Lombardi cederebbe il calciatore anche per una cifra che si aggira sui 300.000 Euro.

Roberto Merino Ramirez Foto Giuseppe Maffia
La necessità da parte della Salernitana di battere cassa porterà sicuramente alla cessione dei pochi pezzi pregiati attualmente in rosa. Uno di questi è certamente Roberto Ramirez Merino. Il fantasista peruviano infatti ha buon mercato sia in serie Ache all’estero. Per quanto riguarda il campionato di massima serie, il Maradona delle Ande è richiestissimo dal Bari e dal Bologna, fortemente voluto da Colomba. Il Bari si è fatto già avanti con un’offerta economica, si parla di 500.000 euro, più una contropartita tecnica, ancora da stabilire. Non ancora formalizzata invece l’offerta del club felsineo, impegnato ancora nella bagarre salvezza e quindi poco concentrato sul fronte mercato.
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Nelle recenti uscite il 4-3-2-1 sembra aver dato alla Salernitana la possibilità di esprimersi meglio, almeno dal punto di vista offensivo. Nelle ultime tre gare infatti, con ben sei reti realizzate e cinque legni colpiti, la Salernitana ha prodotto numerose palle-goal a partita, mettendo in seria difficoltà le squadre avversarie. Anche la difesa sembrava non aver dato grossi problemi, almeno fino alla partita di Ascoli, che ha segnato il tracollo della squadra granata.
Il duo Grassadonia-Cerone quindi sembra aver dato un volto, un gioco, insomma un’identità alla squadra. E tutto questo in pochi mesi di lavoro e senza grossi acquisti, annunciati nel mercato di riparazione. Eccezion fatta per Dionisi, che si sta dimostrando un vero bomber, freddo e cinico ma anche altruista con i compagni, gli undici che i mister granata schierano in campo sono gli stessi o quasi di inizio stagione. L’arma in più, come era facile auspicare, è sicuramente Roberto Merino. Il fantasista peruviano sembra aver dato quella marcia in più alla manovra granata, e dalla partita di Ancona, pare abbia preso la squadra granata per mano. Due reti messe a segno, entrambe su rigore con Ancona e Piacenza, tanti assist e soprattutto tante giocate, che hanno permesso alla compagine granata di racimolare più punti del girone di andata.
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Dopo oltre quaranta giorni ritorna alla vittoria la Salernitana, e lo fa con una grande prestazione, contro una delle big del campionato. L’Ancona di Salvioni infatti, terza della classe, è stata letteralmente travolta dall’undici granata, trascinati da un super Merino. Ma passiamo ad analizzare la formazione schierata dal duo tecnico Cerone-Grassadonia.
Il reparto difensivo visto all’opera a Frosinone è stato riconfermato in blocco, e come allora, i protagonisti hanno ripetuto le buone prestazioni disputate in terra ciociara. Balestri è sempre più padrone dell’out sinistro mentre Kyriazis sembra crescere dal punto di vista propositivo e offensivo. Stendardo, nonostante le contestazioni e i malumori manifestati è sempre più leader del reparto difensivo, e ha trovato in Peccarisi una spalla ideale. Proprio l’ex riminese, accantonato forse troppo precipitosamente e per troppo tempo, sembra essere ritornato quello delle stagioni romagnole, quando fu definito come uno dei migliori centrali della categoria. Puntuale negli anticipi e preciso nelle chiusure, Peccarisi insieme a Stendardo offre le maggiori garanzie in questo periodo, sia sul gioco aereo che palla a terra. Riuscisse ad evitare qualche svarione di troppo in fase di disimpegno, sarebbe il massimo.
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