Ci troviamo in Africa Settentrionale, precisamente in Senegal, lì dove la bandiera è tinteggiata da colori vivaci e panafricani: verde, giallo, rosso e con al centro una stella. Parliamo del Paese del sorriso, lì dove, nonostante la realtà locale sia distante anni luce dal panorama occidentale, regna sovrana la capacità di attingere dalla semplicità la forza d’animo che, tende a voler migliorare la difficile quotidianità.
Quella di Mamadou Coulibaly è una storia commovente, verniciata da colori scuri, intrisa di sacrificio e caratterizzata da tanto coraggio. Figlio di un professore di educazione fisica – per il numero 2 granata – la passione per lo sport è stata, meticolosamente, alimentata e curata sin dalla tenera età.
Tra pratica e teoria, Mamadou ha sempre sognato in grande. Come ogni obiettivo che ci si pone, la strada irta di ostacoli, volta al raggiungimento del traguardo, è ineludibile, ma, quando la voglia di arrivare è più forte degli impedimenti, tagliare il nastro – alla fine della corsa – ha un sapore decisamente migliore, più bello e soddisfacente.
Un viaggio intercontinentale quello di Coulibaly che, ha dovuto lasciare il suo Paese d’origine per cercare fortuna altrove. Dal Senegal al Marocco, dal Marocco alla Spagna tramite un barcone, dentro il quale, sono state traghettate, al di là delle varie individualità, soprattutto tante speranze e altrettanti sogni che, miravano ad un futuro più roseo.
Dopo non poche peripezie il giovane senegalese è giunto in Italia, luogo in cui la vita non gli ha sorriso nell’immediato. La sua è stata un’importazione di valore, ma, solo dopo tanta tensione e riuscito a trovare una degna collocazione.
Poco più che adolescente, – disorientato in un nuovo mondo – senza arte né parte, si vedeva costretto a chiedere ospitalità a parenti e propri connazionali.
Volenteroso e fiducioso decise di giocarsi quella che da sempre riteneva potesse essere una carta vincente: il calcio. Il manto erboso, l’immensità di uno stadio, da sempre erano stati il chiodo fisso del nuovo membro della Salernitana.
Decise, così, di provare ad entrare concretamente nella dimensione dei suoi sogni. I primi provini per iniziare a giocare a calcio li fece nel Cesena e nel Sassuolo, ma, entrambi i club decisero di non tesserarlo.
Solamente nella stagione 2016/2017 venne aggregato alla società abruzzese del Pescara con regolare tesseramento. Ebbe da subito la possibilità di giocare nella primavera della prima squadra, in cui mostrò nell’immediato estro e fisicità. È con i “Delfini” che esordì per la prima volta in massima serie.
Dopo quest’esperienza venne acquistato per 2 milioni di euro dall’Udinese con un contratto quinquennale. Questo passaggio nevralgico per la sua carriera, ha innescato, poi, non poche esperienze da vivere in diversi club d’Italia in cui, è stato dato in prestito, per un progetto proiettato alla sua continua crescita.
A quasi 22 anni, Mamadou ha cambiato non poche casacche, ma, la tinta che adesso primeggia e brilla sulla sua pelle color caffè è quella GRANATA.
Proprio quest’oggi per il calciatore di origini senegalesi si è svolto il primo allenamento ufficiale con la sua nuova squadra: LA SALERNITANA.